In una bellissima giornata di marzo, grazie al Fai, mi sono regalato una visita al palazzo Pignatelli.

Sul limitare del salone di ingresso sono stato accolto da due avvenenti e sorridenti signore senza tempo che mi hanno dato la mano per condurmi nelle stanze: la Storia e l’Arte. E leggiadramente, con cura e competenza , mi hanno sussurrato tante cose su quelle mura e su quegli ambienti.

Tra le piu’ antiche famiglie di origine napoletana, i Pignatelli svolsero un ruolo predominante nelle arti, la religione, le armi, il pensiero: Appena entri, il teologo Giacomo Pignatelli ti guarda dalla sua vecchia tela con aria burbera, quasi a volerti ammonire sulla sacralita’ ed il rispetto per la casa.
E come non rimanere estasiato di fronte alle pitture ed affreschi di Ciro Fanigliulo, “lu Mylordu”, il maggior rappresentante di quella che e’ stata denominata “Scuola pittorica grottagliese”? Scene campestri,paesaggi,nature morte.soggetti sacri e mitologici: insomma, l’occhio ha l’imbarazzo della scelta e l’anima si bea e beve a tale fonte di bellezza!

Ed i mobili d’epoca, testimoni del tempo passato, e le maioliche antiche che quasi ti fanno l’occhiolino per invitarti ad avvicinarti a loro ed a respirare la loro aria?

Se poi, non sei ancora sazio di tali meraviglie, ecco il giardino con le sue maioliche, le balaustre,i colonnati in tipico stile barocco.E se sei fortunato per il periodo, riesci persino, in una sinestesia di sensi, a respirare il profumo degli aranci e dei limoni.

A proposito dello stemma, in breve: le origini del cognome e del tipico stemma con le “pignatte” (che non è quello sulla facciata ma quello in foto) che contraddistinguono questa famiglia si fanno risalire (come si legge su siti specialistici) a un tal Landolfo Pignatelli, vissuto nel XII secolo, il quale combattendo in Oriente in nome di Re Ruggero II, infilzò per i manici tre vasi d’argento durante l’assedio del palazzo imperiale di Costantinopoli.Secondo altri, le origini dei Pignatelli risalirebbero a Gisulfo Pignatelli, anch’egli vissuto nel XII secolo, il quale durante una battaglia navale contro i Greci, presso Negroponte, lanciò, con pentole o pignatte, materiale incendiario sui nemici. Dalla particolare forma di queste pentole, ad un solo manico e chiamate nella lingua napoletana “pignatielli”, sarebbe derivato il cognome della famiglia Pignatelli.

Un ringraziamento finale ai ragazzi delle scuole grottagliesi che hanno “fornito “gli apprendisti ciceroni” e le melodie che ben si sono coniugate con l’ambiente suggestivo di cui ho gia’ scritto.