Più di qualche amica/o mi ha scritto in privato chiedendomi dei due orologi che sono stati ubicati, qualche tempo fa, nelle due piazze grottagliesi Regina Margherita e Principe di Piemonte.

Gli amici, a loro parere, parlano di inesattezze/errori relativamente ai numeri romani sul quadrante.
Ringrazio per la stima e fiducia nei miei riguardi ma devo subito dire che la numerazione romana,in quegli orologi, va… benissimo e spiego il perché, aiutandomi con notizie trovate in rete.

Cominciamo dal numero 4, con la spiegazione più semplice: nella numerazione romana il quattro aveva due segni: uno di tipo additivo, il “IIII” (che corrisponde a 1+1+ 1+1) e uno per sottrazione, il “IV” (5-1).
Detto questo, c’é anche un’immancabile spiegazione economica. Il “IIII” serviva per economizzare sull’uso dei materiali per la creazione dei numeri da porre sul quadrante. Infatti, scrivendo ‘IIII’, si aveva in totale I+II+III+IIII+V+VI+VII+VIII+IX+X+XI+XII = 20 ‘I’, 4 ‘V’ e 4 ‘X’. Distribuendo questi componenti in quattro colate per un unico stampo con una ‘X’, una ‘V’ e cinque ‘I’ si ottenevano tutte le cifre necessarie senza sprechi. La scrittura “corretta” (I+II+III+IV+V+VI+VII+VIII+IX+X+XI+XII) prevede 17 ‘I’, 5 ‘V’ e 4 ‘X’ “.
Quindi il 4 scritto IIII… va bene.

Per quanto riguarda gli altri numeri e la loro rappresentazione (alcuni sembrano rovesciati)… invece sono rappresentati cosi’ sin dal medioevo in tutti gli orologi e meridiane, sembra, a far data precisa,dal 476, anno della caduta dell’Impero Romano d’Occidente!

E sapete il perché? Ponetevi idealmente al centro dell’orologio e guardate i numeri: tutti dritti, tutto giusto.
Spero di essere stato esaustivo…