Pubblicità in concessione a Google

Molti scrivono, qualcuno medita e qualcun altro si… pulisce il naso.

Pubblicità in concessione a Google

I collettini sono bianchi ed inamidati,spiccano sul grembiulino nero e ben si coniugano con quel fiocchetto azzurro. Quanti sacrifici i nostri genitori per mandarci a scuola lindi e puliti e non sfigurare con gli altri. Eppure, erano tempi di ristrettezze…

Il maestro Ennio Radicchio controlla, tutti sereni,il silenzio ed il rispetto regnano sovrani:questa era la Scuola!
Proprio come oggi!

E ricordate che la memoria è un muscolo e come tutti i muscoli si avvizzisce se non la si usa. Non per nulla Cicerone scriveva nel Cato Maior de Senectute: “At memoria minuitur. Credo, nisi eam exerceas”. Non c’e’ bisogno che traduca questa frase!

Ai compagni di classe che mi leggono, Angelo, Antonio, Attilio, Enzo, Francesco, Michele: vi ricordate questa poesia di Angiolo Silvio Novaro?
La imparammo a memoria nella classe quarta!

Che dice la pioggerellina
di marzo, che picchia argentina
sui tegoli vecchi
del tetto, sui bruscoli secchi
dell’orto, sul fico e sul moro
ornati di gèmmule d’oro?

Passata è l’uggiosa invernata,
passata, passata!
Di fuor dalla nuvola nera,
di fuor dalla nuvola bigia
che in cielo si pigia,
domani uscirà Primavera
guernita di gemme e di gale,
di lucido sole,
di fresche viole,
di primule rosse, di battiti d’ale,
di nidi,
di gridi,
di rondini ed anche
di stelle di mandorlo, bianche…

Che dice la pioggerellina
di marzo, che picchia argentina
sui tegoli vecchi
del tetto, sui bruscoli secchi
dell’orto, sul fico e sul moro
ornati di gèmmule d’oro?

Ciò canta, ciò dice:
e il cuor che l’ascolta è felice.
Che dice la pioggerellina
di marzo, che picchia argentina
sui tegoli vecchi
del tetto, sui bruscoli secchi
dell’orto

Pubblicità in concessione a Google