Sono tante le espressioni popolari di fede che abbiamo nelle nostre tradizioni… e meriterebbero tutte di essere conosciute e studiate nelle motivazioni che ciascuna comunità ha conservato, o in quelle caratteristiche della fede semplice che fa memoria, rivive, onora, esprime gioia e riconoscenza.

Particolare rilevanza nella religiosità popolare hanno le cosiddette edicole sacre, che oggi sono spesso oggetto di studio non solo da un punto di vista religioso ma anche storico e artistico.
Già all’epoca romana si conoscevano le edicole a carattere religioso, sia con raffigurazione degli antenati, sia con quelle di divinità. I desideri degli uomini sono sempre stati gli stessi: la pace, il bene della salute, l’assistenza per un lungo viaggio, un buon raccolto nei campi.

Notizie di antiche edicole sacre le abbiamo dopo il decimo secolo, ma si può pensare che con la libertà religiosa dei cristiani, sancita con l’Editto di Costantino del 313, abbia avuto inizio anche la costruzione di edicole sacre a protezione di una proprietà, di un palazzo… ma anche e soprattutto dei pellegrini che proprio in quel periodo iniziavano i loro viaggi verso i grandi punti di riferimento della fede. Al pellegrino stanco, in cammino ad esempio verso Roma, era cosa gradita incontrare un’edicola dove soffermarsi, riposare, rifocillarsi.

Viaggiare a piedi era la forma più semplice ed economica e le edicole erano per questi uomini in cammino importanti segni di riferimento lungo la via.
Le edicole comuni raffigurano spesso la Madonna, Gesù in varie espressioni e naturalmente i santi, specialmente quelli venerati in quei luoghi, ai quali si esprime devozione e gratitudine.

Questi segni del sacro sparsi nelle nostre campagne e nelle nostre città, oltre a essere spesso parte di un grande patrimonio religioso, sono anche uno splendido patrimonio d’arte e particolarmente in Puglia non è insolito incontrarsi nei luoghi più impensabili della campagna con delle immagini stupende di celebri artisti del pennello:conoscere anche queste manifestazioni di fede popolare, ci permette di conoscere e comprendere un aspetto così caratteristico della nostra tradizione religiosa, ma anche della storia e dell’arte meravigliosa che arricchisce ogni più recondito angolo di questa terra.

Queste piccole opere d’arte, di cui tratto, sono poste sulla strada statale n 71 che da Grottaglie porta al Santuario della Madonna di Mutata.Sono in numero di 15 (cinque per ogni Mistero:Doloroso, Gaudioso, Glorioso).
Sono “manufatti” di due trapassati direttori dell’Istituto d’arte, ovvero Angelo Peluso e Domenico Simeone. Come ho gia’ scritto in altra occasione, “edicola” deriva infatti dal latino aedes, la casa dei Romani, che nel diminutivo “aedicula” acquista un significato imbevuto di sacralità. L’aedicula, o larario, era infatti una piccola costruzione, di solito una semplice nicchia o una sorta di tempietto, presente in tutte le case dei Romani, in cui erano conservate e venerate le immagini dei “lares”, numi protettori della casa e del focolare domestico.

Con il Cristianesimo le immagini degli dèi pagani furono sostituite da quelle cristiane della Madonna, di Gesù, di alcuni Santi. Le edicole sacre, sorte lungo le strade di campagna e negli incroci più bui dei borghi medievali, servivano a rischiarare, con i loro tenui lumini, la notte ed a proteggere i viandanti da pericoli ed agguati, che non dovevano essere poi tanto rari a quel tempo. La tradizione di costruire edicole è sopravvissuta, con motivazioni diverse, fino ai giorni nostri: si ergevano ai limiti del territorio di una comunità per proteggere dai pericoli esterni, ai margini dei campi per preservare i raccolti e la vita dei contadini, ancora lungo le strade e agli incroci a protezione dei passanti, con funzione votiva: per ringraziare dallo scampato pericolo dopo un terremoto, alla fine di un periodo di siccità e carestia, dopo un’epidemia o una guerra; talvolta sono espressione di voti individuali: erette a ringraziamento per una grazia ricevuta.

In passato le edicole votive erano dei veri e propri monumenti dall’alto valore simbolico.