La foto di oggi è bellissima e rara nel medesimo tempo: siamo nel 1943 (ottobre/dicembre), nella solare campagna grottagliese.

Il nostro aeroporto militare è stato occupato dagli Alleati dopo l’armistizio dell’8 settembre. Nella foto si vede un militare australiano (Forza Aerea Reale Australiana) che “socializza” con un nonno grottagliese e accarezza il suo cane: la guerra offriva anche queste oasi di pace, di serenità e di dolcezza durante la sua tragica follia!

L’immagine mi fa venire in mente una elegia di Tibullo, poeta latino. Vi posto la mia traduzione del 1965, rinvenuta in un vecchio quaderno di Latino del penultimo anno del Liceo Classico, conservato con cura:

Chi fu l’uomo che forgiò le spade tragiche?
Come era feroce, e veramente di metallo!
Allora iniziarono per il genere umano le crudeltà e le guerre,
e fu indicata alla morte una via più facile.

O forse, povero essere umano, non ebbe colpa, e siamo noi
a consegnare al nostro danno quell’ arma che lui ci diede contro le fiere?
È tutta colpa dell’oro: non c’erano guerre o stragi
quando sul desco stavano solo coppe di faggio.
Non c’erano fortezze né trincee, e il comandante del gregge
Dormiva in tranquillità con le sue greggi.

Ah, se fossi vissuto allora! Non avrei conosciuto
le tristi armi del popolo, né ascoltato la tromba con la paura nell’animo;
ora mi conducono alla guerra, e forse già qualche nemico
ha con se’ le armi destinate a dimorare nel mio fianco.

Ma voi soccorretemi, Lari dei miei antenati che mi allevaste
da bambino e correvo ai vostri piedi…
…Allontanate, , Lari ,da me le armi di bronzo…