Il calcio all’italiana è qualcosa di più di uno sport. È una maniera di intendere una cultura e una tradizione che da sempre accomuna i 60 milioni di cittadini tricolore, nonostante alcuni di loro si dicano lontani dalla passione per questo sport. Quando la nazionale gioca un Europeo o un Mondiale, infatti, tutti sono incollati davanti al televisore e attendono con ansia l’esito dell’incontro in cui sono impegnati gli azzurri. Tante sono, infatti, le partite dei mondiali di calcio o di altri eventi che hanno coeso il paese attraverso emozioni enormi, come per esempio quelle della vittoria degli azzurri a Germania 2006. La storia del calcio italiano passa quindi attraverso una serie di tornei vinti sia dalla nazionale sia dalle squadre di club. In entrambi i casi, tuttavia, ci sono stati dei giocatori di livello superiore che si sono imposti grazie alla loro classe e alle loro abilità uniche. Negli oltre cent’anni di grande calcio vissuto in Italia sono stati moltissimi i giocatori che hanno dato lustro a questo sport che sono nati nelle frontiere nazionali ed hanno illuminato la scena a livello mondiale. Oggi ci soffermeremo su quelli che più hanno fatto vibrare i tifosi azzurri negli ultimi vent’anni, partendo da Roberto Baggio fino ad Andrea Pirlo.

Baggio, il Genio oltre il pensiero

Da tutti conosciuti come il Divin Codino a livello storico, Roberto Baggio è senza dubbio il calciatore italiano degli ultimi tempi che più ha fatto innamorare i tifosi di qualsiasi squadra. Vagabondo e anticonformista, colui che è cresciuto nel Vicenza, squadra vicina al suo luogo di nascita, ha deliziato varie piazze in Italia senza mai lesinare sforzi né impegno, oltre ovviamente alla fantasia. Al di là di tutti gli organismi nazionali, compresi il CONI o la FIGC, Baggio è sempre stato il calciatore più amato di tutti per la sua esuberanza, per la sua classe e la sua poesia mentre portava a spasso il pallone. Costretto ad allenarsi sempre più degli altri per via di un brutto infortunio al ginocchio quando aveva appena diciotto anni, il ragazzo di Caldogno è sempre stato più forte delle avversità. Dopo essere esploso nella Fiorentina dalla metà degli anni ’80, il codino più famoso d’Italia passò alla Juventus, oggi la grande favorita alla vittoria dello Scudetto secondo le quote delle scommesse sportive Betway con una quota di 1,2il 25 marzo. La sua epoca in bianconero non fu trionfale come si pensava all’inizio, ma in quegli anni Baggio fece vedere il meglio di sé, data anche la giovane età. Chi non ricorda, infatti, la meritatissima vittoria del pallone d’oro nel 1993. Leggero ma caparbio, il Divin Codino trascinò la nazionale italiana all’argento ai mondiali del 1994 vincendo varie partite praticamente da solo, prima di cominciare ad errare per il Nord Italia, giocando nel Milan, nel Bologna, nell’Inter e poi nel Brescia, dove avrebbe chiuso la carriera amato da tutti. Geniale e capace di effettuare giocate impossibili, Baggio resterà sempre il simbolo più romantico del calcio italiano.

Totti, fantasia e goal

Nell’antica Roma, chi comandava era il Re. Adesso che le competizioni tra gladiatori non esistono più e sono state sostituite dalle Olimpiadi, per organizzare le quali si è candidata la stessa capitale italiana, l’ultimo Re riconosciuto da tutti è Francesco Totti. Romano al 100% e tifosissimo giallorosso fin da piccolo, Il Pupone, soprannome d’infanzia, ha fatto la storia della sua squadra a suon di goal e giocate incredibili. La società giallorossa, nella quale dopo il ritiro Totti ha ottenuto un incarico da dirigente, deve moltissimo a lui, come ben dimostra la vittoria dello Scudetto del 2001, il terzo ed ultimo conquistato dalla Roma, che ha sempre vissuto all’ombra delle tre grandi squadre del Nord. Nato e cresciuto nella società giallorossa, Totti è davvero l’ultima delle grandi bandiere del calcio italiano e mondiale. Capace di rifiutare sia il Real Madrid sia il Milan in passato, ha dimostrato come nessuno l’attaccamento alla maglia e allo scudo. Trequartista classico, ha quasi sempre indossato la numero 10 giallorossa ed ha disputato più di venti stagioni con la maglia della sua squadra del cuore. In nazionale fu tra i partecipanti della vittoriosa spedizione del 2006 in Germania nella quale un suo goal dal dischetto fu decisivo per riuscire a superare l’Australia agli ottavi di finale. Migliorato come il buon vino nel corso degli anni, Totti è stato anche l’ultima scarpa d’oro italiana.

Pirlo, mente brillante

Unico tra questi fenomeni tricolore ad aver giocato all’estero, Andrea Pirlo ha vissuto una carriera piena di cambi e trasformazioni. Inizialmente trequartista, fu però bloccato da Roberto Baggio all’Inter, tanto da dover partire in prestito al Brescia, dove incontrò l’uomo che avrebbe cambiato la sua carriera, Carlo Mazzone. Il tecnico romano che, come si legge sul sito Picenotime.it, spostò il giovane calciatore in mezzo al campo, dandogli le chiavi della squadra. Diventato un regista strepitoso grazie a un cervello brillante che gli permetteva di avere una visione di gioco molto ampia, Pirlo fece le fortune del Milan di Carlo Ancelotti, il quale costruì attorno a lui un centrocampo mitico con Gattuso, Seedorf e Kakà. Regista anche della nazionale, dove il suo rendimento fu sempre elevato nonostante i tanti cambi di tecnici, Pirlo è l’ultimo rappresentante del regista classico, ossia di colui che sapeva già dove lanciare il pallone prima di controllarlo, sia con lanci lunghi sia con passaggi rasoterra.

Tra goal, giocate e titoli vinti, questi tre eccelsi rappresentanti del calcio italiano saranno per sempre ricordati dagli appassionati di questo sport.