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Eccolo di fronte, nella Chiesa Matrice di Grottaglie, sormontato dalla splendida cupola: forme plastiche e architettoniche che ti avvolgono nelle loro spirali, linee ricurve splendenti di oro, composizioni spaziali complesse, impiego di pittura, scultura e stucco nell’ordinamento architettonico, sapiente uso della luce naturale, accentuazione scenografica, fogliame, uccelli, putti, frutta, che non lasciano a nudo neppure un palmo delle pareti.

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In poche righe ho compendiato gli elementi compositivi e distintivi di quell’affascinante movimento culturale, oltre che artistico, che fu il Barocco italiano e di cui questa cappella e’ una attraente testimonianza imperitura.

Ci sono tre altari: quello centrale è dedicato alla la Madonna del Rosario, dipinta in una bella tela settecentesca con pennacchi; opera del pennello di Paolo De Matteis del 1711 .

L’altare a sinistra è dedicato a S. Ciro, a destra quello dedicato a S. Francesco De Geronimo.

Da notare 28 medaglioni con tele, che raffigurano sia i misteri del Rosario sia personaggi dell’ordine domenicano.

Da non dimenticare, in un quadretto, il berretto del santo gesuita locale.

Una curiosità: all’ingresso del Cappellone c’era un gran cancello in ferro. Fu sostituito nel 1880 da una balaustra in marmo, quella che vediamo ora.

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