Il rosone e’ lo splendore dimenticato di quel superbo e meraviglioso periodo che fu il Medioevo, altro che “eta’ intermedia” tra la classicita’ ed il Rinascimento (E’ il significato del termine “Medioevo”!).

Le antiche cattedrali sono libri simbolici che raccontano la fede vissuta e spronano la testimonianza. Recuperare questo mondo simbolico significa non solo fare opera di cultura ma anche di stile credente che nel simbolo dice e rivela l’Indicibile. L’origine dei rosoni può essere rintracciata in quell’universo spirituale che non contrappone le religioni occidentali a quelle orientali ma, sia attraverso il cristianesimo, sia attraverso il buddismo tibetano, ci riconduce alla simbologia degli archetipi: al “cerchio”, simbolo di perfezione e al “labirinto”, simbolo di ricerca interiore e di viaggio iniziatico. Elemento strutturale e decorativo, il rosone si presenta nella tradizione artistica occidentale come un’apertura di forma circolare, simile ad una “ruota” o ad una“rosa”, fiore simbolicamente legato alla devozione alla Madonna. Prevalentemente in pietra o vetro, esso trafora come un merletto la superficie delle facciate delle nostre chiese medievali. Nella sua struttura, intorno ad un “oculo” centrale in cui a volte è collocata l’immagine di Cristo, si inseriscono elementi grafici e forme molto diverse tra loro che, integrandosi armoniosamente, si sintetizzano in una straordinaria “unità geometrica. Fino alla fine del XII secolo queste aperture consistono in semplici fori circolari di dimensioni contenute, privi di cornice di pietra.

Diversamente dalle chiese paleocristiane e bizantine, in cui la luce giunge da ampie aperture presenti sopra la navata centrale, nelle cattedrali romaniche vi è uno stato di perenne penombra caratterizzato da un’aura spirituale che viene esaltata da una flebile luce che filtra da poche e contenute aperture che spesso assumono la forma di strette feritoie e di rosoni.
Gli artisti medievali, quali maestri vetrai, scultori e scalpellini, danno prova di notevole abilità tecnica, operando ai limiti delle capacità di resistenza dei materiali, nel realizzare superfici finestrate a bifora o a trifora e rosoni ornati da trafori di pietra sempre più simili a merletti e da vetrate artistiche colorate sempre più simili a caleidoscopi. Trafori di pietra e vetrate raffigurano delicati e raffinati elementi decorativi, spesso ricorrenti, intrisi di significati simbolici che, associati ai rosoni, assumono molteplici sfaccettature.
Quindi questi rosoni non hanno solo funzione decorativa ma rappresentano, per la loro forma, la bellezza e la perfezione della Creazione e costituiscono un esplicito richiamo al cielo, al mistero di Dio-lucee Fonte di vita. La luce, immagine della Rivelazione Divina, si insinua nella chiesa, simbolo dell’interiorità dell’uomo.

Inoltre la rosa accompagna da sempre i momenti più importanti del cammino umano e ne segna spesso le tappe più elevate ed espressive del suo sviluppo.
Questo fiore fu sacro ad Iside in Egitto, ad Ishtar in Mesopotamia, ad Afrodite in Grecia ed infine a Venere in Roma. Nel mondo cristiano la rosa bianca simboleggia la purezza di Maria, definita “rosa senza spine”, la cui immagine è spesso accompagnata da rose e roseti. Ed in onore della “rosa Maria” si recita il “Rosario” che deriva dal latino “Rosarium”appunto giardino di rose, roseto. Nel rosario, che veniva fabbricato proprio con il legno di questa pianta, e per sottolineare il legame con il fiore sul piano devozionale, ogni grano della corona rappresenta una rosa che si offre a Maria.
Ma non è tutto perché vi sono vari tipi di rosoni e ognuno ha il suo significato: il rosone a sei petali è associato al sigillo di Salomone; quello a sette petali indica l’ordine settenario del mondo; quello a otto petali indica la rigenerazione mentre il rosone a dodici petali – sei per due – è riferito ai dodici apostoli. Il rosone rappresenta il Sé dell’uomo trasposto sul piano cosmico. È unità nella totalità. Il rosone è un mandala. Il simbolismo ricongiunge nel mozzo del rosone il centro cosmico e il centro mistico. L’individuazione si compie e si armonizza quando si stabilisce una doppia corrente attraverso i raggi dal centro alla circonferenza e da questa verso il centro. Come tale il rosone e la ruota si inseriscono nel quadro generale dei simboli dell’emanazione-ritorno, che esprimono l’evoluzione dell’universo e quello della persona. Inoltre spesso fanno riferimento a Cristo, il sole della giustizia. Quando i rosoni circondano il monogramma di Cristo, il segno del sole eterno, essi affermano la speranza nella vita eterna, nella città celeste. L’unione della croce greca con la croce di S. Andrea per una figura circolare di dieci parti, acquistava grande importanza per la disposizione dei vari elementi e per la simbologia dei numeri. Il numero dieci indicava la perfezione e il compimento, l’ordine e l’assolutezza.

Quindi, il rosone delle chiese aveva la funzione di invitare alla contemplazione il fedele che vi si avvicinava, e simboleggiava la via di comunicazione tra il mondo del divino e il mondo dell’uomo (la luce divina che penetra nell’interiorità dell’uomo).