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Il mondo immenso dei bambini…ovvero quando anche una “putea” era una seconda casa dove poter, anche,sognare!

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Da notare con quanto amore,dolcezza, lievità ed ingenuità questo bambino, accarezza ed abbraccia la “sua” argilla che lentamente sta prendendo forma… E sogna ad occhi aperti, col sorriso sulle labbra, la mente al cielo e gli occhi all’infinito.

Sembra che egli stia dicendo: da grande chiederò all’argilla cosa voglia essere… un monile per sedurre una vecchia ed avvizzita signora, un vaso per ospitare una rosa profumata, una brocca per bagnare le labbra di una bella giovinetta, un pupazzo per illudermi di essere ancora fanciullo? E la mente corre più veloce del tempo!

Il tornio, lo strumento più antico del vasaio, artista,demiurgo ed artefice nel medesimo tempo. Il suo fascino,che travalica ogni dimensione, sta proprio nel suo movimento continuo circolare, regolare e sospeso nel tempo, nel creare l’oggetto su un equilibrio quasi miracoloso che, per qualche attimo, compete e gareggia con la forza di gravità, sfrutta a proprio favore gli attriti e sembra vincere la sfida del moto perpetuo: l’argilla ti ”sente” e non puoi solo piegarla al tuo volere ma la devi accompagnare con rispetto e dolcezza come fosse cosa viva: essa è vita!
Il sogno, la fantasia, l’immaginazione di quel bambino: cose che stanno ormai scomparendo in questo nostro mondo sempre più meccanizzato ed arido, più virtuale che reale e, quando reale,cattivo e crudele. Sempre più individui e meno persone (c’é una differenza abissale tra i due termini), sempre più finanza e meno umanità, sempre più arricchimento e meno solidarietà. E questo mondo l’abbiamo costruito noi così!

L’immagine di questo bambino, immortalato in un fotogramma degli anni ’50, dovrebbe ritrarre, secondo qualche informazione avuta da un amico, il “nostro” grottagliese Chelino, venuto a mancare qualche giorno fa. Certamente non un re, non un politico, non un notabile ma un personaggio “sui generis” e folkloristico nel contesto grottagliese di una volta che era impossibile non notare, sia per il suo aspetto “liberty” sia per le sue parole,sia per il suo modo di fare. Lo voglio salutare, semplicemente, con questo scritto di qualche tempo fa,dicendogli…”Il Signore ti abbia accolto nella Sua pace e serenità”.

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