Presepe con ponte dei Carmelitani con la principessa Mafalda Cicinelli

Facendo ricerche nell’immenso mare delle rete… cosa vado a scovare sul sito skipblog.it e facciamoilpresepe it?

Una tradizione comune, ormai scomparsa, tra Napoli e Grottaglie nel periodo natalizio e legata all’Ordine dei Carmelitani. Conoscevate il “ponte dei Carmelitani”? Consoliamoci insieme… nemmeno io conoscevo questa tradizione.

Vi riporto integralmente i passi principali che ci interessano, con la foto trovata sugli stessi siti citati:
A Grottaglie e a Napoli, nel giorno dell’Epifania di tanti e tanti anni fa, il presepe si arricchiva di una scena singolare. Vale a dire che lì, dove è situato un ponte tra due dirupi, si collocavano dodici figurine di monaci scalzi ed incappucciati, che si rifanno alla Madonna del Carmelo, che è appunto la Madonna delle anime del Purgatorio. Mostravano il pollice della mano sinistra fiammeggiante: essi rappresentavano i mesi morti o i dodici giorni del periodo natalizio che, al seguito dei Magi, ritornavano nell’aldilà .Il ponte consente il transito tra il mondo dei vivi e quello dei morti . È un luogo di manifestazioni magico-fantastiche, rappresentate, per esempio, dal lupo Mannaro e da Mafalda.

Per quanto riguarda i Carmelitani, la loro presenza e’ giustificata dalla devozione grottagliese alla Madonna del Carmine Sotto il ponte, invece, compariva, in veste di monaca, il fantasma di Mafalda o, per alcuni altri, della Principessa Cicinelli, che appartiene alla tradizione campana e pugliese (i Cicinelli, nobili napoletani, sono stati i feudatari di Grottaglie ed hanno lasciato tracce, vedi “il portone del principe”). Suo padre le aveva vietato di vedere il paggio di cui si era innamorata e voleva che si ritirasse in convento, ma, visto che il suo comando non aveva dato risultato alcuno, fece uccidere il giovane. “Quando giunse, la sventurata giovane raccolse piangendo il capo mozzo del suo amato, lo depose nella bisaccia e si trafisse con lo stesso pugnale che il padre aveva lasciato per terra.” Ecco, sul ponte, il tempo che passa (i monaci)… sotto il mondo dei morti con Mafalda in basso a sinistra.

Non dimentichiamo mai che il presepe è, soprattutto allegoria, rappresentazione tangibile e visibile della tradizione, non solo come devozione per il Salvatore Bambino, ma anche come espressione di tutti i simboli del codice onirico della tradizione (quali il ponte, il pozzo, la fontana, il mulino, il fiume, l’osteria ecc.) vissuti da personaggi tipici di leggende, credenze, superstizioni popolari in una commistione di sacro e profano, magia e religione”.