Inaugurato, nella serata del 10 ottobre 2018, il quadro della Madonna del Carmelo,altare maggiore della Chiesa del Carmine a Grottaglie.

Opera del maestro Gaspare Mastro, artista grottagliese.
Il tutto si è svolto in un’atmosfera serena, con grande concorso di folla che ha riempito, in silenzioso silenzio, ogni angolo della chiesa, in una grande partecipazione emotiva. Presente l’arcivescovo di Taranto. I canti religiosi e la musica hanno impreziosito la serata.
La bellissima e suggestiva tela ha una netta impostazione piramidale il cui vertice maggiore coincide con la figura della Vergine nella tipica iconografia classica.Alla base, le anime del Purgatorio, sono avvolte in una sensazione di pace e serenità i cui vizi capitali si liberano guardando il cielo e non gli inferi, secondo i dettami del Concilio Vaticano II. L’atmosfera è festante, in un tripudio e trionfo di colori e di putti.

Arte e sacralità: connubio armonico per un’opera armonica che Mastro ha in pieno raggiunto. Essa risente,anche, della profonda esperienza ceramica del suo autore e si sposa e si coniuga magistralmente con l’indubbia bravura pittorica.
I volti di alcune figure, come lo stesso Mastro ha spiegato,sono quelli di parenti ed amici (e del medesimo autore), in un’intuizione verista di stampo caravaggesco: lo spettatore occasionale è indotto, in tal modo, a partecipare al mistero divino in prima persona,in un’immedesimazione totale col sacro.
Per quei pochi che non lo conoscono dico che Gaspare Mastro è nato a Grottaglie ed ha partecipato a numerose mostre con giudizi lusinghieri di critica.Il filo conduttore della sua opera pittorica è l’amore che lo lega al suo paese natio, alle strade, ai vicoli, alle nchiosce ed ai giochi da bambino e che manifesta con grandissima abilita’ e tecnica pittorica.Un amore che si coniuga con la sua attività teatrale, con la direzione e l’interpretazione di sue commedie. Il suo e’ uno stile pittorico e figurativo inconfondibile:immagini serene,chiare, solari e tranquille,con colori caldi e pastosi: le tele che Gaspare dipinge e ci mostra,sono come una Biblioteca Alessandrina,la più famosa dell’antichità, dentro cui si trovano, fogli arrotolati come pergamene che contengono sofferenze, volti, situazioni, episodi, sacrifici, speranze, tormenti, preghiere, sospiri, oracoli e desideri,avvolgenti le più profonde conoscenze della vita di uomini e donne del passato e rappresentano la speranza nella forza della storia e della tradizione .

Ed alla fine, un solo e semplice aggettivo: “BRAVO”!