La Storia non esce mai da nessuna porta! Basta saperla… incontrare e parlare sommessamente con lei.!

La riconoscete? E’ l’attuale Piazza Principe di Piemonte, in una foto di qualche anno addietro… fine anni ‘20

Coeva, comunque,alla costruzione dell’edificio della vecchia Pretura (attuale Chiesa Madonna delle Grazie), all’edificio della Regia Scuola d’Arte, al nuovo edificio scolastico elementare (in via Calò e durante la guerra adibito ad Ospedale Militare ) ed ai giardinetti di fronte a Porta S.Angelo ( non ci sono più).

Quegli alberi di pino che vedete furono piantati per ricordare i nostri caduti della prima guerra mondiale. Ecco perché il nome “rimembranza” ovvero ricordo.

E’ il tempo in cui in Italia il regime fascista si era consolidato nel consenso assieme a quello nazista in Germania:si cominciavano a “gettare le basi di quello che sarà il più sanguinoso conflitto che l’umanità ricordi. Fra qualche anno sarebbe nato il nostro impero coloniale con l’aggressione all’Etiopia per avere “il nostro posto al sole”, poi le famigerate “leggi razziali” contro gli Ebrei , il “passo dell’oca” e la tragica alleanza italo/tedesca. Avendo “otto milioni di baionette” ci eravamo ubriacati di onnipotenza bellica, oltre che politica

Poiché una mia costante e’ quella di informarmi ed…informare (come deformazione professionale), aggiungo una curiosità che pochi conoscono: ho trovato in rete che ,”nel 1939, con la legge “contro l’urbanesimo” furono vietati i trasferimenti di residenza nei relativi capoluoghi di provincia, nelle città con più di 25 mila abitanti e in certi comuni di “notevole” importanza industriale a chi non fosse obbligato per documentate ragioni di lavoro stabile”.

Il fine era evitare l’affollamento delle città, fenomeno che avrebbe portato, di conseguenza, più scuole,ospedali,servizi e, quindi, alti costi per le casse dello stato.