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Il poeta più ” poeta “ della nostra Letteratura è Giacomo Leopardi, così scrive all’inizio dei suoi Pensieri: “il mondo è una lega di birbanti contro gli uomini da bene, e di vili contro i generosi. …Se un birbante ha contrattazioni e negozi con altri birbanti , spessissimo accade che si porta con lealtà e non gl’inganna; se con genti onorate, è impossibile che non manchi loro di fede, e dovunque gli torna comodo, non cerchi di rovinarle…“.

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Il “Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’italiani” è un tagliente scritto sulla mentalità, il carattere e la moralità della società italiana. L’analisi leopardiana è spietatamente lucida, la prosa è incisiva, come al solito.
L’Italia – spiega il poeta – è una terra incapace di costruire una convivenza civile, una sana dialettica; un paese dominato dal cinismo, incapace di rispettare e di esser rispettato; un agglomerato di singoli individui ognuno sprofondato nel proprio orizzonte privato, particolare; e dove l’opinione pubblica, la società civile, stenta a trovare la propria maturità, la propria autonomia“.

Il grande Giacomo così conclude: “Le classi superiori sono le più ciniche di tutte le loro pari nelle altri nazioni. Il popolaccio italiano è il più cinico de’ popolacci…Ciascuno, combattuto e offeso da ciascuno dee per necessità restringere e riconcentrare ogni suo affetto ed inclinazione verso se stesso, il che si chiama appunto egoismo, ed alienarle dagli altri, e rivolgerle contro di loro, il che si chiama misantropia. L’uno e l’altra le maggiori pesti di questo secolo“.

Oggi (sempre meno in verita) ci interroghiamo sull’assenza, in Italia, di indignazione contro un malcostume e l’illegalità diffusi. Siamo il paese in cui un pregiudicato può candidarsi alle più alte cariche dello Stato, dove si parla di “giustizialismo” non appena si cerchi di applicare una legge e di dare una parvenza di legalita’. L’unico principio è che “ciascuno fa come meglio crede”. Ed ancora Leopardi: «hanno poco futuro le società dove intelligenza, moralità, gusto siano handicap».
Da ciò la terribile attualità di questo Discorso sui costumi degl’italiani, a due secoli dalla nascita del Poeta..

Forse, è proprio a causa di quanto sopra esposto che Mussolini amava dire:”governare gli Italiani non è difficile, è… inutile!

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