La bella facciata della chiesa della Madonna del Carmine a Grottaglie si specchia su una piccola piazza.

La pianta interna, semplice, è composta da una navata centrale con volta a botte e due navate laterali con volte a stella. Sorge nel 1500 dopo la donazione del reverendo don Romano de Romano della Collegiata Maria SS.ma Annunziata (Chiesa Madre di Grottaglie) e il convento fu fondato 15 anni dopo. E’ caratterizzata da 10 cappelle.

Il pezzo più prezioso nell’interno è certamente il presepe policromo in pietra del maestro Stefano da Putignano, datato 1530.
Interessante,sotto la lunetta esterna, la scritta latina: ”una ex septem”, che ricorda,nella devozione popolare seicentesca, l’inserimento della Chiesa fra le sette chiese del paese che godevano dell’indulgenza plenaria quotidiana.

All’esterno, due nicchie con i profeti Elia ed Eliseo: nella tradizione carmelitana essi sono inseparabili perché sono considerati gli ispiratori ed i fondatori dell’ordine monastico. In ogni chiesa carmelitana, essi non mancano.

A tal proposito, leggete questo brano biblico:
Partito di lì, Elia trovò Eliseo figlio di Safat. Costui arava con dodici paia di buoi davanti a sé, mentre egli stesso guidava il dodicesimo. Elia passandogli vicino, gli gettò addosso il suo mantello. Quello lasciò i buoi e corse dietro a Elia, dicendogli: “Andrò a baciare mio padre e mia madre, poi ti seguirò”. Elia disse : “Va’ e torna perché sai che cosa ho fatto per te”. Allontanatosi da lui, Eliseo prese un paio di buoi e li uccise, con la legna del giogo dei buoi fece cuocere la carne e la diede al popolo, perché la mangiasse. Quindi si alzò e seguì Elia, entrando al suo servizio”. (1 Re 19, 19- 21).