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Una delle chiese piu’ belle di Grottaglie, situata nel centro storico, sulla principale via che un tempo era chiamata “via di mezzo” ed oggi intitolata al Santo grottagliese e che fu consacrata il 28 aprile 1916.

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La Chiesa, naturalmente, per ovvi motivi, ricalca l’architettura del Gesu’ Nuovo di Napoli ed ha una facciata del tipo neoclassico,con capitelli dell’ordine ionico ed é originalizzata da tre acroteri (elemento decorativo o figurato che corona il vertice e gli angoli del frontone-ἀκρωτήριον, acroterium “sommità”, “estremità”).Sia il progetto che la rifinitura interna la dobbiamo a due rappresentanti dell ‘Ordine dei Gesuiti.

L’inizio dei lavori di costruzione fu il 1832, e lo si può leggere in una lapide all’interno del tempio (destra, per colui che entra dalla porta principale), mentre i medesimi terminarono nel 1838. Tre navate, abside e cupola, dove la luce e’ la padrona incontrastata e gioca sulle pareti ornate da stucchi , varie tele ed affreschi. Per gli affreschi ricordo i pittori Arcangelo Spagnolo, Ciro Fanigliulo e Domenico Carella. La pianta e’ quella greca, ovvero quando navata e transetto sono di lunghezza uguale, si parla di pianta a croce greca.caratteristica l’iscrizione al confine del tamburo e dovuta a Giobbe: Pater eram pauperum, oculus fui caeco, pes plaudo (traduco: ero padre dei poveri, occhio fui per il cieco, piede per il claudicante).

Fu dichiarata santuario nel 1941 da F. Berardi, arcivescovo tarantino e la data ufficiale della traslazione del corpo del Santo è il 13 luglio 1946. Dagli archi due lampade pendenti: una in ceramica, opera del prof. Vincenzo Giovanni Spagnulo (Iadduzzu), donata dal Comune di Grottaglie, l’altra in cesello veneziano, dona dal Gen. A. Cerbino, altro personaggio grottagliese.

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