Storicamente, (traggo integralmente da un sito in rete dedicato ai baffi), “i baffi sono stati denigrati, amati, proibiti o inneggiati. I significati che ad essi sono stati attribuiti passano sempre dal momento storico e dal desiderio più o meno marcato di concedere all’uomo maschio una fase di rilievo e di valore

Tanti sono i nomi che gli si attribuiscono, ma quello che in tutto il mondo viene riconosciuto è MUSTACHE (il “mustazzu”, grottagliese).
Nella storia si trovano editti emanati dai governanti per stabilire quale forma o foggia potessero avere o se potessero far crescere barbe e baffi. Si legge anche a quali ammende si incappava o quali punizioni corporali si potevano subire.Ma oltre ogni semplice piacere si associa stranamente ai baffi un valore qualitativo: “se ben tenuti”, oppure il famoso detto “leccarsi i baffi” per dichiarare qualcosa di buono, oppure “ridere sotto i baffi” per ironizzare.

Ricordate la famosa pubblicità che diceva “una camicia con i baffi” per dare senso di qualità?
Baffi e virilità, luogo comune da sfatare: certo è che, se ad una donna piacciono, nulla di meglio, ma se non li apprezza, nulla di peggio! “Donna baffuta sempre piaciuta”, ci si domanda: a chi? Ma nel rispetto dei piaceri individuali… perché no!

I baffi hanno anche rappresentato il valore e l’appartenenza sociale: per legge potevi avere i baffi più folti solo se appartenevi a categorie sociali superiori e, man mano che si scendeva verso il basso, il baffo era più sottile. Gli antiche Greci e i Giapponesi usavano i posticci nelle rappresentazioni teatrali per modificare se stessi e dare nuova spinta ad una immagine che a loro non apparteneva… quindi, si può giocare o vestirsi di nuova psicologia di se,usando l’unico abito naturale che abbiamo… i capelli, le barbe e i baffi”.

Scriveva Guy de Maupassant: “Non farti mai abbracciare da un uomo senza baffi; i suoi baci non hanno nessun gusto, nessuno! Non hanno più quel fascino, quella morbidezza e quel… pepe, sì, quel pepe del vero bacio“.

Nella foto (per gentile concessione): “lu mustazzu” di un nostro compaesano, il sig.Rocco Bentivoglio, pluricampione mondiale di categoria “Baffo Umberto I”.