Quando a Grottaglie si piantavano alberi ed i bambini delle scuole erano tutti coinvolti nella “festa degli alberi” del 21 novembre.

Il maestro o la maestra del ” buon tempo antico”, per preparazione all’avvenimento, spiegavano agli alunni che questa festa degli alberi voleva richiamare l’attenzione di grandi e bambini sull’utilità e sulla bellezza degli alberi.
Essi formavano le foreste che erano a difesa contro l’urto dei venti e contro le frane, rivestivano i pendii e le vette dei monti, offrivano aria salubre.
La festa degli alberi voleva essere un augurio per tutti , perchè si potesse avere sempre la loro ricchezza. Se nessuno avesse offeso i teneri tronchi o avesse fatto del male agli alberelli , sicuramente si avrebbe avuto gioia e salute da tutti loro.

E questa non era una “educazione all’ambiente”? Quante cose pratiche e non virtuali ed inutili si facevano allora nella Scuola!
Quanti disastri ambientali sarebbero stati evitati… oggi, salvaguardando l’ambiente e rispettando la natura!

E per ricordarci di quell’infanzia di fine anni ’50, ecco una bella poesia in tema :
Gli alberi parlano
Gli alberi parlano da alberi
come i bambini parlano da bambini.
Quando un bambino
si mette a conversare con un albero,
l’albero gli risponde,
il bambino lo sente.
Gli alberi parlano da alberi
come i bambini parlano da bambini,
alberi e bambini s’intendono
e parlano tra di loro.
(Jacques Prevert)

Nella foto (De Vincentis ?), siamo sulla via De Gasperi, 1958.