Ha qualcosa di esotico (orientale, arabo in particolare) che mi attrae e quelle piramidi in cima alle colonne mi rammentano l’allegoria “della scala che sale verso il sole”, con un movimento che richiama continuamente l’asse dell’universo.

Da non dimenticare che questa commistione tra il quadrato (la base della piramide) e il triangolo (i lati) è ricca di simbologia: il quattro, simbolo del mondo e il tre simbolo della Trinità. Perché toglierle, se anch’esse contribuiscono alla memoria storica della nostra cittadina?

Personalmente, lascerei la fontana così com’é: naturalmente intervenendo solo per restaurarla e migliorarla, ove occorra. Intervento correttivo e ”palliativo”!
Salverei la fontana nella sua interezza e ottimizzerei conseguentemente, la mobilità e la sosta nella zona, la fruibilità e la vivibilità della piazza, facendo interventi conservativi e decisi in generale, demolitivi in particolare e limitati, per rendere i luoghi circostanti e pertinenti più sicuri per una tranquilla convivenza, sia degli adulti che dei bambini.
Ovvero, eliminare il degrado e l’abbandono non significa necessariamente “distruggere” ma una bella “ripulita” e un restauro del tutto sarebbe più che sufficiente.

E se l’impianto idrico è desueto, ebbene si può ben bypassarlo o sostituirlo e crearne un altro. Non credo che questo rappresenti un problema.

Perché, al posto dei pini che creano problemi, non mettere olivi, simboli della civiltà occidentale, della nostra terra e delle nostre tradizioni? La memoria storica sarebbe contenta!

Sono certo che ne trarrebbero vantaggio anche le casse comunali e i cittadini che le rimpinguano, perché con questi interventi meno invasivi e più contenuti si risparmierebbe sulla cifra iniziale stanziata. E risparmiare è cosa buona e giusta, perché quei soldi possono “andare” ad altro!

A Grottaglie, negli anni passati, abbiamo già dato molto al “partito” dell’abbattimento!