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La “fumèca“(aquilone), nel dialetto grottagliese… divertimento o passatempo o qualcosa di più, che attraeva morbosamente i ragazzi.

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Bisognava che fosse leggero, capace di solcare il vento. E poi si aspettava l’attimo, quella folata d’aria che gli consentiva di decollare. Per i bambini era l’icona della gioia e della libertà, il gioco dell’estate, soprattutto quando la giornata era bella, il cielo era blu e solcato appena da qualche nube. E con l’immaginazione, ognuno sognava di essere portato via… come Peter Pan…

Vola – disse l’aquilone al bambino.
Ma non ho ali come te – rispose il bambino – Come posso volare?
– Puoi farlo. L’unica cosa che devi fare è non avere paura.
E il bambino volò insieme al suo aquilone. Volò così in alto che arrivò fino alle stelle, e attraversò la Via Lattea, e vide sua madre, e vide l’uomo.
E poi, vide altre cose che non ricorda, ma arrivato ad un certo punto si accorse di non poter andare oltre. Il suo aquilone gli disse:
– Più lontano di qui non puoi arrivare. Ci sono cose che nessuno può vedere, nè conoscere.
– Ma io voglio vedere tutto, qualunque cosa!
– Non puoi. Forse un giorno lo vedrai, ma ora no.
– Va bene – rispose il bambino – e lasciò il suo aquilone. Lo lasciò andare via fin quando non diventò un puntino, e poi non lo vide più.
– So che non tornerai più, aquilone mio, però almeno tu saprai cosa c’è oltre questo limite. Vedrai tutto quello che c’è da vedere.
Il bambino tornò sulla Terra.
Quasi cent’anni dopo, il bambino che ormai era un vecchio, un giorno si addormentò e non si svegliò più. Un aquilone passò accanto la sua finestra, e salì su nel cielo, fino a scomparire”.

Il mio aquilone dell’infanzia? Era di carta leggera e colorata. Io fremevo e quando tu avevi finito papà, e mi consegnavi il filo, ero così felice! Lassú, nel cielo, su quell’aquilone, volavano i miei sogni di bambino: il sogno di crescere e di cambiare il mondo. Alcune volte dico a me stesso: “non spezzare il filo dell’aquilone. Mettici sopra i tuoi sogni, la tua gioia di vivere e fallo volare di nuovo…Ma, forse, la mia è una vuota ricerca!

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