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Il territorio grottagliese, come altre località della zona, è stato abitato dall’uomo fin dalle epoche più remote.

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Infatti, in alcune contrade (Bucito, Coluccio e Lonoce) sono stati ritrovati strumenti in pietra rozzamente lavorati, schegge e residui di lavorazione, appartenenti al Paleolitico, cioè al periodo della Pietra antica. La grotta prende il nome dal termine βοῦς, βοός- bus,- ovvero “bue” e οἰκία cioé “casa, ricovero, abitazione” e quindi indicava un luogo di ricovero per questi animali. La grotta di Bucito (o di Coluccio) è inserita in un importante snodo stradale, strettamente connesso con il Tratturo Martinese.Sono questi i segni più antichi della presenza dell’uomo nel nostro territorio. Nell’età neolitica (dalla metà del V ai primi secoli del IV millennio a.C.) cominciano a sorgere i primi villaggi agricoli (Bucito e Caprarica). Grotte e caverne naturali sono state utilizzate, poi, in tutte le fasi dell’età del bronzo e delferro, specialmente nei villaggi di Riggio, Lonoce, Fullonese e Pensieri. Nell’ultimo periodo dell’età del bronzo l’economia agricola prende il sopravvento sulla pastorizia per cui e gravine vengono gradualmente abbandonate per formare piccoli insediamenti di tipo urbano. Questo processo viene però soffocato con la fondazione di Taranto da parte di coloni Spartani (verso la fine VIII sec. ac).

Da qualche anno, nella grotta, nella nottata del Natale viene celebrata la messa di mezzanotte, allietata ed impreziosita da canti natalizi della tradizione popolare locale.

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