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La “lama dei pensieri” a Grottaglie è una gravina di modeste dimensioni, situata a sud della nostra cittadina: in essa un insediamento rupestre, conosciuto come Casalpiccolo e caratterizzato da circa una ventina di grotte. Vicino al ponte della ferrovia, affreschi con iscrizioni in greco antico (alcuni… asportati).

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Cedo volentieri la parola scientifica allo studioso Pietro Parenzan, che l’ha esaminata ed analizzata a fondo “essa e’ aperta, con un percorso ad angolo e fondo valle con strada carrozzabile (di campagna) centrale, che consente di raggiungere comodamente il centro della gravina, i cui greppi, di destra e di sinistra, non sono strapiombanti, ma solo accidentati. Le grotte, o abitazioni trogloditiche sono tutte naturali, con pochi ritocchi antropici nell’interno, e la vegetazione non presenta il tipo a foresta e nemmeno boschi, ma solo aree a macchia ed erbose.

E’ costituita da due tratti; il primo, a monte, in direzione da nord – ovest a sud – est; il secondo, dopo una curva a gomito, segue la direzione da nord- est a sud. Ad ovest quindi il ramo superiore penetra nella periferia dell’abitato, dietro al campo sportivo. Il tratto inferiore, invece offre alla vista ciò che resta di Casalpiccolo, un altro dei numerosi insediamenti rupestri dell’agro grottagliese. E’ ovvio che l’ambiente delle gravine non costituisce un’area ecologica omogenea. Al contrario, il complesso delle gravine e’ formato da molte nicchie ecologiche piu’ o meno nettamente delimitate,con caratteristiche variabili, anche opposte, come ad esempio aree di pura roccia nuda, burroni umidi rivestiti di muschi, angoli di foresta vergine nel vero senso della parola, boschi folti di lecci, di pini d’Aleppo, di lentischi e di altre essenze arboree, microbacini di acque stagnanti, antichi pozzi a campana, aree di rocce infossate ne1 terreno con ricchezza di microfauna (Isopodi, Diplopodi, Chilopodi,Araneidi, Collemboli, ecc.), terreni umicoli, terreni aridi, grotte ombrose, depressioni detritiche, ecc., miocroambienti di varia natura e dimensione, tutte aree a esposizioni diverse, molto soleggiate o buie, che ospitano anche elementi rari e di varia provenienza, orientale o occidentale, particolarmente con relitti di epoche passate, della Balcania, dell’Egeide, forme paleogeiche, ecc.

Le diversita’ floristiche e le caratteristiche botaniche peculiari delle singole gravine sono legate alle svariate nicchie ecologiche, che nelle gravine si susseguono anche a breve distanza, quasi a contatto fra di esse, alcune delle quali costituiscono dei veri rifugi per specie ormai scomparse nelle aree circostanti. Notevole e’ il numero delle piante a diffusione mediterraneo orientale, che trovano nella Puglia l’estremo lembo occidentale del loro areale.

La Francini (1966) ipotizza l’esistenza di una unione fra la Puglia e la Penisola Balcanica, territori appartenenti entrambi al continente Paleoegeico; unione che favori la penetrazione in Puglia di specie balcaniche anche rare e di origini remote”..

 

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