D’Amicis Ciro Francesco fu soprannominato “Cicciu piccinnu” perché era alquanto basso e chiamato “spina ti fichitigna” da Ciro Fanigliulo.

E’ tra i maggiori rappresentanti di quella che viene definita la scuola pittorica grottagliese. Nasce a Grottaglie il 4 giugno 1889, frequenta i corsi della Scuola d’Arte di Grottaglie, nei primissimi anni della riapertura. D’Amicis, che da giovanissimo ha manifestato doti artistiche eccellenti, soprattutto nel disegno dal vero, può avvalersi della guida di straordinari maestri quali il napoletano Anselmo De Simone e il tarentino Agesilao Flora, entrambi punto di riferimento per i giovani pittori grottagliesi. D’Amicis ebbe un carattere frenetico ed irruente:pittore istintivo nel 1912 frequenta a Roma la libera scuola di nudo dell’Accademia del Prof. Spinetti. Nel 1914 ottiene il diploma dall’Istituto di belle arti di Urbino, nel 1916 la cattedra di disegno al “Pitagora”di Taranto.

Numerose sue opere sono gelosamente custodite in vari uffici pubblici della città,Taranto, dove egli porta il gusto pittorico di matrice grottagliese. Si fa apprezzare per le sue capacità espressive e per lo straordinario uso dei mezzi tecnici. Muore a Talsano l’11 dicembre 1965.

Una pittura introspettiva e scenografica, la sua: D’Amicis usava il bianco latte dei fichi per la sua pittura. Domenico Pignatelli, ex direttore della Banca Popolare Jonica gli dedicò, insieme a Ciro Fanigliulo e Gennaro Lupo, uno splendido calendario. Suo figlio Benedetto (n.31 agosto 1918) ha seguito le orme del padre raccogliendo successi in tutta Italia.

Come da lui stesso scritto “l’arte fu per me un eterno tormento, il sogno continuo della mia vita“.