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Mi chiedo se per l’uomo moderno, nutrito di pattume, di immagini, di trionfalismi, di meccanicistica,di tecnologia,di superbia,di egoismo,di vacuità l’unica forma di poesia possibile sia quella del sentimento (lirica) , con cui egli si addentra nell’intimo della propria coscienza e analizza la sua condizione di fronte alla natura e alla società.

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Quanta tenerezza, sensibilità e bellezza in questi versi di Rabindranath Tagore, drammaturgo, filosofo, poeta e scrittore indiano. Nel 1913 fu insignito del premio Nobel per la Letteratura. La sua armonia universale,la sua saggezza e il buon senso orientale travalicano monti,f iumi,eta’ e popoli, per indirizzarsi a quell’essere umano che, sin dalla sua apparizione sul pianeta, lo ha violentato con stragi,uccisioni,guerre,violenze e sfruttamenti.
Eppure, basterebbe poco, molto poco,per migliorare questo pianeta, concessoci solo in locazione,in modo che tutte le creature viventi possano convivere serenamente nel rispetto reciproco e senza subalternità.

Oh, poeta, la sera s’avvicina;
i tuoi capelli diventano grigi.
Nel tuo meditare solitario
odi il messaggio dell’aldilà?
« E’ sera », rispose il poeta,
« e sto in ascolto perché dal villaggio
qualcuno potrebbe chiamarmi,
sebbene l’ora sia tarda.
Osservo se i giovani cuori vagabondi
s’incontrano, e due paia d’occhi supplicanti
chiedono che la mia musica
rompa il loro silenzio
e parli per loro.
Chi tesserà i loro canti appassionati,
se io siedo sulla riva della vita
contemplando la morte e l’aldilà? »

« Già tramonta la stella della sera.
Il fuoco d’una pira funeraria
muore lentamente
presso il fiume silenzioso.
Dal cortile d’una casa deserta
gli sciacalli urlano in coro
alla luce della luna sfinita.

Se un viandante, lasciando la casa,
viene qui a contemplare la notte
e ad ascoltare a testa china
il mormorio dell’oscurità,
chi gli sussurrerà i segreti della vita
se io, chiudendo le mie porte,
cercassi di liberarmi
dai legami mortali? 

Poco importa se i miei capelli diventano grigi.
Sono sempre giovane e vecchio
Come il più giovane e il più vecchio
di questo villaggio.
Alcuni hanno negli occhi sorrisi
semplici e dolci,
alcuni un furbesco ammiccare.

Alcuni piangono alla luce del giorno,
altri piangono in segreto nel buio.
Hanno tutti bisogno di me,
e non ho tempo
di rimuginare sull’eternità.
Ho la stessa età di ciascuno,
e cosa importa
se i miei capelli diventano grigi?

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