I tufi si ricavano dal sottosuolo mediante l’operazione di macchine tagliatrici che sezionano il banco tufaceo secondo diverse misure, ai fini della costruzione edile.

Una volta i tufi venivano ricavati con un metodo manuale molto duro, venivano tagliati con il piccone dalle cave da una categoria di lavoratori detti “LI ZZUCCATURI”.
Vediamo come si presenta il suolo ancor prima di iniziare a scavare. E’ ricoperto da arbusti, cespugli tipici della macchia mediterranea, ed il primo lavoro che si doveva fare era quello di asportare piante, togliere terra, se ce ne fosse, e con il piccone spianare il pavimento di tufo.
Questo primo lavoro di “GGHIUSTA’ LA TAGGHIATA”, consisteva nello smantellare eventuali strati di roccia viva “LU SKITRU” di alcuni centimetri sovrastante il banco tufaceo.
Ognuno comprava il proprio appezzamento di cava “LU FRONTI” e si continuava ad estrarre tufi finchè non si incontravano strati di pietra viva o venature rocciose che impedivano di continuare.

Continuiamo ora con la descrizione del lavoro nella cava. Sul piano tufaceo si stabiliva una retta da solcare con il piccone per una profondità corrispondente all’altezza del tufo. Accanto a questo solco “LA CARRAZZA” ne veniva praticata un’altra e corrispondeva alla larghezza del tufo.
Perpendicolarmente a questi solchi se ne praticavano altri “SIGNA’ LA TESTA” destinati a costituire la lunghezza del blocco di tufo.
Non resta che dire come si faceva a tagliare il blocco alla base dalla roccia madre.
Per staccarlo ”SCAPPA’ LU PIEZZU” si intaccava la base con la punta larga del piccone “SI TACCHISCIAVA”, infine lo si picchiettava “SI TUZZAVA” con un blocco di pietra calcarea “LU TUZZU” finchè non si staccava.
Il gradino da lavorare prendeva il nome di “CURAGNULU”.

I tufi ricavati dagli strati piu’ superficiali erano i piu’ duri e venivano richiesti per costruire le fondamenta delle case.

MISURE DEI TUFI
“LI PARMATICHI” erano utili per la costruzione degli archi,
LI PIZZOTTI ,
QUATRIEDDU,
FEDDA = la metà esatta di un’ALIATORA.
VUCCETTU = 40 (lun.) x 27 (h) x 20 (lar.)
ALIATORA = 50 x 27 x 20
SPRICULONI = 60 x 27 x 20

ALTRI MANUFATTI
CHIANCA TI LOGGIA = lastra di tufo compatta destinata a formare il pavimento dei balconcini.

(Ricerca eseguita a Grottaglie nell’agosto del 1986 dal sig. Laino Damiano, amico e grottagliese residente in quel di Palermo)