Pubblicità in concessione a Google

La tela semicircolare dell’Annunciazione, in origine posizionata al centro dell’abside della Collegiata grottagliese, successivamente rimossa perché bisognosa di restauro ed ora finalmente rimessa al posto che le compete, rappresenta un pezzo di storia locale che molti ignorano.

Pubblicità in concessione a Google

Vediamo di ovviare: “…Questa tela dell’Annunciazione, di autore ignoto – ricorda nella monografia sull’Insigne Collegiata di Grottaglie don Cosimo Occhibianco – fu posta nel 1674 per scongiurare la scomunica che l’intera comunità grottagliese aveva avuto,nel 1670, per l’occupazione della foresta, territorio circostante della chiesa della Mutata” e di proprietà della Mensa Arcivescovile” di Taranto, da parte dell’arcivescovo Tommaso Sarria.

Dobbiamo, quindi, a questa scomunica la realizzazione di questa grande tela. Il dipinto raffigura l’Annunciazione ed e’ il segno di pentimento per ottenere l’assoluzione. Un’iscrizione recita infatti: “Quanti recentemente negli anni passati vollero violare la santa immunità ecclesiastica posero a Dio Ottimo e Massimo e alla Vergine Annunciata Madre di Dio, in segno di resurrezione dalla tremenda ferita dell’anatema, questa prova della colpa esecrata e questo gesto di sicura pietà nell’anno della salvezza 1674 …in espiazione e per l’assoluzione del delitto commesso, verrà realizzata a spese degli “scomunicati” la grande e bella tela”.

Ignoto,come già ho scritto, l’autore del dipinto che, certamente, subisce gli influssi della scuola napoletana (Solimena,Vaccaro ecc ecc), fiorente nel ‘600 e conosciuta a Grottaglie.

Pubblicità in concessione a Google