n perfetto “stile Marcello Piacentini” (l’architetto che durante il ventennio fascista incarnò quello dell’ideologia dominante con buon gusto, monumentalità e razionalità che andava oltre le idee politiche), era situata al posto dell’attuale Chiesa della Madonna delle Grazie e fu demolita ignominiosamente (a parer mio), assieme ad alcuni edifici di Piazza Regina Margherita, negli anni che vanno dal 1960 al 1970.

C’era in essa un grande uso del marmo, a ricordo, naturalmente, della magnificenza e monumentalità dell’Impero Romano di cui si “tentava” di ricalcare le orme e la grandezza.

La nuova costruzione in sostituzione doveva sorgere in via Ennio, in comunicazione col carcere mandamentale ma non fu mai realizzata.
In seguito, sorse in Piazza Regina Margherita, su progetto di G.Prete (delibera 132 del 13 gennaio 1962). Su parte del suolo della vecchia pretura sorse, sempre su progetto di G.Prete, una… biblioteca (solo di nome, oggi diremmo virtuale ), mai entrata in normale servizio e che fu poi…demolita!

Amarcord personale: sulla sinistra, in primo piano c’era un “biciclettaro” (Manigrasso?) al quale portavo la mia fiammante bicicletta “Marangiolo” in caso di foratura o altro bisogno.