Prendo spunto dalla presentazione del libro “Le vie verdi dei pellegrini “opera del professore Roberto Caprara,presso l’Auditorium della BCC di San Marzano, in via Messapia, a Grottaglie, per trattare questo tema: la “via francigena”! Cos’e’ mai?

Col termine “via Francigena” (o Franchigena, o Romea) si indica un insieme di strade, primarie e secondarie, che giungevano a Roma dall’Europa centrale – in particolare dalla Francia, per cui il nome – per poi dirigersi verso Gerusalemme o verso Santiago di Compostela (in Spagna). Tali vie, secondo alcuni documenti d’archivio dei secoli IX – X – XII, sarebbero dei veri e propri percorsi di pellegrinaggio e di fede. Tra le varie attestazioni, una molto importante è quella del vescovo Sigerico, che nel X secolo descrisse il suo percorso spirituale tra Canterbury e Roma.

Il pellegrinaggio verso Roma, infatti, era molto frequente. Roma nel Medioevo era – insieme alla Terrasanta e a Santiago di Compostela – una delle tre principali peregrinationes maiores perché, oltre ad essere la sede papale, era il luogo in cui era sepolto l’apostolo Pietro. Da Roma, dirigendosi a sud, via era la cosiddetta “Via Francigena del Sud” poiché attraversava l’Italia centro-meridionale per dirigersi ad Oriente, verso la Terra Santa e Gerusalemme. Importanti tappe per la Puglia(mi limito alla nostra regione) erano, quindi, il Santuario di San Michele Arcangelo sul Gargano e di San Nicola a Bari. La tappa di Brindisi, assieme a quella di Bari, era fondamentale per la presenza del suo porto rivolto ad Oriente. La Puglia divenne quindi un fondamentale percorso terreno per imbarcarsi verso Oriente e raggiungere la Terrasanta.

Non a caso, anche la Giunta Regionale Pugliese ha approvato – con delibera n.1174 del 2013 – il riconoscimento del percorso pugliese delle “vie Francigene”. Nella storia della Puglia e del suo territorio hanno assunto un ruolo importantissimo le Vie di fede, lungo le quali per secoli si sono svolti pellegrinaggi di natura religiosa, in parte orientati a raggiungere i principali luoghi di culto del nostro territorio, in parte volti ad attraversarlo per raggiungere come meta finale Gerusalemme.

Questi cammini tuttora rappresentano un importantissimo riferimento, sia per la storia culturale della Puglia e le caratteristiche del suo paesaggio, sia dal punto di vista turistico, anche in considerazione del grande rilievo che stanno assumendo la mobilità lenta e il turismo spirituale.
Termino dicendo che il transito di gente estera ha dato a queste terre anche un miscuglio di arte, di architettura e di tradizioni non propriamente locali. Il XII secolo costituì per la Puglia, in generale, il periodo più creativo e vitale del romanico. Gli itineraria dei pellegrini e dei reduci dalla prima Crociata che attraversarono la Puglia e la Terra d’Otranto testimoniano un pulsare di esperienze di fede collegate ai manufatti culturali e religiosi, espressi questi ultimi da moduli architettonici e filoni figurativi d’ispirazione nordica e orientale.

Le cattedrali romaniche o i cicli iconografici tratti dall’epopea carolingia, come quelli di Brindisi e di Otranto, rappresentano dei validi esempi ampiamente riconosciuti.