n occasione delle solennità in onore del nostro Santo, per iltrecentisimo anniversario della sua morte, mi sembra doveroso ed opportuno riportare, per diletto e curiosità di lettura, il testo seguente, tratto dall’opera del canonico Alfonso Muzzarelli , (“Raccolta di avvenimenti singolari e documenti autentici spettanti alla vita del B.Francesco Di Geronimo“) Postulatore della causa del Beato Francesco De Geronimo, edito a Roma nel 1806,stamperia Pagliarini.

Il Padre Francesco Fernandez della Compagnia di Gesu’ di anni 36, disse..
Nell’ultima infermità di detto Servo di Dio Padre Francesco di Geronimo mi ricordo parimente due altre Profezie dette in mia presenza, e verificate, e sono, che. essendosi da lui data a fare la Statua di San Ciro per esporsi sull’Altare nel di di sua solennità, l’Artefice tardava a portarla, quantunque pochi giorni ci volessero a solennizzarsi la Festa del Santo: e dicendo io, ed altri Padri Gesuiti al detto Servo di Dio Padre Francesco, che per la mora dell’Artefice non avrebbe avuta la consolazione di vedere la detta statua prima che morisse, egli rispose , che l’ avrebbe veduta, come seguì, mentre portatasi la suddetta statua dall’ Artefice, fu riposta nella sua Camera per fargliela vedere, ed egli alzatosi sul letto, verso di quella disse: Non miihi Domine, sei nomini tuo da gloriam, e con parole tenere , ed affettuose, disse parimente: San Ciro mio preparami no luocarillo in Paradiso . L’altra Profezia fu, che vedendosi da me, e da altri Padri dilungare la sua morte, ed era già prossimo il giorno della festività del Santo, gli dicevamo che avrebbe avuta l’ altra consolazione di vedere, e vivere nel dì di tal sole nnità, ed egli ci rispose: No questa Festa non la vedrò in terra , ma spero vederla in Paradiso . E replicandogli noi : Padre Francesco prega San Ciro, che ti dia la sanità , egli ridendo ci rispose: San Ciro e’ nascosto , ne può comparir più avanti Dio , perche’ sa , che altrimenti ha stabilito il Signore: E questo medesimo sentimento in altre occasioni similmente diceva circa la sua vita, come il Signore ha decretato già, non ci e’ più che fare; e cose simili ,ed in effetto morì il Servo di Dio Francesco giorni prima, che si facesse detta solennità di San Ciro .

Lo stesso disse…
Mi ricordo parimente , che il detto Servo di Dio Padre Francesco di Geronimo negl’ ultimi giorni di sua infermità, ricevuto che ebbe una volta il santo Viatico mi chiamò, e mi disse, che gli avessi fatto una carità di accomodargli dentro venti Reliquiarj di argento con alcune Reliquie del glorioso San Ciro per donarli a quei divoti, che avevano contribuito nel prezzo della suddetta statua di argento, ed egli m’insegnò il modo come dovevo accomodare le suddette Reliquie; io vedendo la sua grave infermità, e 1’essersi comunicato per Viatico , credevo che non potesse giungere il suo vivere fino all’uno, o due giorni al più, e la fatica ingiuntami aveva bisogno di maggior tempo , e fra me stesso dicevo, che non era possibile di potergli io dare la domandata consolazione di accomodare tutti li suddetti venti Reliquiarj per dispensarli con le sue proprie mani, ed appena dettomi il modo, come le avevo da accomodare , mi sforzai quanto potei d’accomodarcene uno , per poi proseguire gli altri; glielo portai a vedere , ed egli in vederlo mi disse, che non avessi avuto tanta fretta , perchè avrei avuto tempo di accomodarli tutti adagiatamente, perchè non era per allora il passaggio all’ altra vita; ed in fatti sopravvisse all’incirca un’altra settimana, ed io rimasi stupito, perchè penetrò il mio segreto pensiero , e vidi che ben aveva previsto il giorno certo della sua morte, e fin d’allora questa mia osservanza l’annotai per mia memoria .

Il Padre Francesco Palma della Compagnia di Gesù. disse…
Per l’istesso concetto, ente ne aveva la Principessa della Roccella Cantelmi, se gli era più volte raccomandata, che gli avesse impetrato da Dio una prole maschile, giacchè ne stava senza, ed il Servo di Dio Padre Francesco sempre le rispondeva , che l’avrebbe avuta, ma non era tempo ancora. Di là ad anni incontrandola un giorno per Napoli, tutto da se le disse: Signora Duchessa ( giacchè allora non aveva avuto ancora il titolo di Principessa della Roccella) adesso e’ tempo per quella grazia; e la detta Signora senza che ella se ne fosse accorta, e ne avesse notizia, si trovò gravida , e partorì poi il maschio, onde per venerazione , e concetto che aveva della santità del Ven. Servo di Dio Padre Francesco, volle che lui 1′ avesse battezzato , ed il Padre Angelico da Napoli, Religioso di estraordinaria virtù avesse fatto il Padrino , ed in tale occasione so io per bocca dell’ istesso Padre Angelico , che lo raccontò, come finita la funzione già detta, se ne calarono assieme per le scale del Palazzo di detta Signora , ed il Ven. Servo di Dio Padre Francesco disse queste parole: Padre Angelico questa e’ l ultima funzione , che noi facciamo assieme; intese queste parole il Padre Angelico, e le pigliò come allusive al Battesimo, tanto che rispose sicuramente, dico sicuramente , dove avremo altra Signoria, che voglia da noi simile funzione? Di lì a poco tempo il Ven. Servo di Dio Padre Francesco s’infermò e se ne morì, ed allora il Padre Angelico capì il vero significato delle parole dette dal Servo di Dio Padre Francesco, che quella era l’ultima funzione che facevano assieme“.