Caro ed ostinato fratello filantropo, 
tu che dici di amare svisceratamente il tuo “uomo”, il discendente dall’Homo Sapiens o,meglio ancora, Homo ridens ,colui che reputi il “tuo prossimo”, bipede come te… sai da quali abissi e profondita’ derivi il verbo “amare”?

Invece , per noi chiamati “zoofili”, il “prossimo tuo”, caro fratello, sono tutti, e non soltanto gli animali o soltanto gli uomini. Ed invero, quale validità sarebbe attribuibile ad un amore per gli animali che non fosse accompagnato dall’amore per l’uomo? Lo zoofilo autentico ama la vita in ogni sua accezione ed eccezione, a lui sono invise la violenza e la sopraffazione, alieni odio e rancore, sconosciuta l’indifferenza, per quel suo spirito tenero che gli fa percepire la vita persino nelle cose inanimate e, dappertutto, la mano creatrice . Perciò non accusarci, come fai troppo spesso, di dimenticare gli orfani ed i poveri, mentre lottiamo contro la vivisezione e la caccia, contro il tiro al piccione e l’ottusa crudeltà, contro la pelliccia e le scarpe di coccodrillo,perché questo non è soltanto falso ma ingiusto nei confronti di quei poveri che non devono essere strumentalizzati contro altri miseri cani, si, certo, gatti, scimmie o polli, ma con un cuore che batte e sussulta di dolore, con un cervello che si sconvolge per la paura e per l’angoscia: come il TUO, fratello! Noi chiamati zoofili diamo sempre la precedenza al più debole, animale o uomo, e non soltanto per pietà ma per testimoniare più fedelmente i doveri della ” ragione ” umana contro la legge del più forte. Non puo’ e non potrebbe essere diversamente. In realtà, noi amiamo e comprendiamo te, perché il tuo amore per gli uomini è anche in noi, come conferma tutta la nostra vita, mentre tu ci rigetti e ci accusi per un amore che non provi. Ma chi è più probabilmente nell’errore: colui che ama di più o colui che ama di meno? 
Ammettiamo anche che la sperimentazione riuscisse a curare il cancro. Sarebbe giusto uccidere milioni di animali per salvare milioni di uomini?Dal punto di vista degli uomini forse si, dal punto di vista degli animali sicuramente no!
Noi animalisti non siamo ne’ buonisti ne’ tanto meno idealisti. Siamo gente pratica che cerca di calarsi nell’ottica del piu’ debole e di capire cosa vorremmo noi se fossimo al loro posto. Se io fossi un topo vorrei il formaggio e non gli elettrodi nel cervello; se fossi un coniglio vorrei i campi e le carote e non l’acido spruzzato negli occhi; se fossi un agnello vorrei vivere e crescere nei prati e non essere sgozzato e cucinato con le patate.


Tu queste considerazioni forse le fai per i tuoi figli o per i tuoi amici per vederli felici vero? 
Noi le facciamo per gli animali. E’ possibile che Gesù, che ha insegnato l’amore e il rispetto per tutte le creature e ci ha detto “Ciò che fate al più piccolo di questi Miei fratelli, l’avete fatto a Me“, non abbia spiegato nulla in merito al rapporto tra l’uomo e gli animali? 
In alcuni Vangeli apocrifi si trovano diverse testimonianze sul modo in cui Gesù di Nazaret si è impegnato per gli animali, come li ha difesi e come ha spiegato agli uomini che essi vanno rispettati, amati e che dovremmo prenderci cura di loro.
Gli animali sono la parte più piccola della Creazione divina, ma noi un giorno li rivedremo nel mistero di Cristo” (Papa Paolo VI). “Uomo, vegetali, animali siamo tutti nella stessa barca; non si tocca l’uno senza che a lungo andare non si danneggi l’altro” (Papa Luciani). “E’ urgente seguire l’esempio del povero di Assisi e abbandonare sconsiderate forme di dominio, cattura e custodia verso tutte le creature” (Papa Giovanni II). E che dire del quel povero di Assisi che si spogliò di tutto, vita compresa, non disprezzando la morte (Laudato sìi, mi Signore, per sora morte…) nel pieno rispetto e amore di uccelli, lupi e di tutti gli altri suoi fratelli “minori”?

Il Comandamento dell’amore per Dio e per il prossimo non si riferisce soltanto a noi uomini. Dio è il Creatore della vita. Sia che pensiamo agli uomini e agli animali o se osserviamo la madre terra nella sua varietà – la vita è la presenza di Dio, anche nella natura, in ogni animale, in ogni goccia d’acqua e in ogni pietra. Gesù ci ha insegnato l’amore per tutte le creature. Durante la Sua vita terrena Egli conferì una voce anche agli animali, anche se nella Bibbia non si trova quasi più alcuna indicazione in merito. Invece nei Vangeli apocrifi, come per esempio “Il vangelo di Gesù” si parla in modo dettagliato e senza alcuna censura dell’amore per gli animali.Come non ricordare: “Siate giusti e siate misericordiosi nei confronti del vostro prossimo e di tutte le creature che vivono e camminate in umiltà con il vostro Dio”.
In un altro punto si legge: “E il leone si avvicinò e si accovacciò ai piedi di Gesù e Gli mostrò il suo amore. Ed il popolo si meravigliò assai e disse: “Vedete, quest’uomo ma tutte le creature ed ha perfino potere sugli animali del deserto ed essi Gli ubbidiscono.”
“Andando a Gerusalemme, Gesù incontrò un cammello con un pesante carico di legna. Il cammello non ce la faceva a trasportarlo sul monte e il cammelliere lo picchiava e lo maltrattava spietatamente, senza però riuscire a smuovere l’animale.
Gesù, vedendolo, gli disse: “Perché colpisci tuo fratello?” E l’uomo replicò: “Non sapevo che fosse mio fratello, non è forse un animale da soma, fatto per servirmi?”E Gesù disse: “Non è forse lo stesso Dio che ha creato questo animale con la stessa sostanza dei tuoi figli che ti servono e non avete ricevuto tutti e due lo stesso respiro da Dio?” Cosa c’e’ di piu’ alto, di piu’ nobile, di piu’ ecumenico della visione di Isaia che dovremmo tutti imparare a memoria, condividere,e non dimenticare?

Il lupo dimorerà insieme 
con l’agnello, la pantera 
si sdraierà accanto al capretto; 
il vitello e il leoncello 
pascoleranno insieme e 
un fanciullo li guiderà. 
La mucca e l’orsa 
pascoleranno insieme; si 
sdraieranno insieme i loro 
piccoli. Il leone si ciberà di
paglia, come il bue. Il lattante 
si trastullerà sulla buca 
dell’aspide; il bambino 
metterà la mano nel covo 
di serpenti velenosi.
Non agiranno più iniquamente, né saccheggeranno 
in tutto il mio santo monte.”
E Giobbe, 12:7-10:
“Ma interroga pure le bestie, perché ti ammaestrino, 
gli uccelli del cielo, perché ti informino, 
o i rettili della terra, perché ti istruiscano 
o i pesci del mare perché te lo faccian sapere. 
Chi non sa, fra tutti questi esseri, 
che la mano del Signore ha fatto questo? 
Egli ha in mano l’anima di ogni vivente 
e il soffio d’ogni carne umana”.



Medita, caro filantropo bipede,medita! Anche perche’ non ho ancora capito, per quale nascosto disegno divino, quel Dio che ”atterra e suscita, che affanna e che consola,” ha creato me e te umani privilegiati e quegli altri animali sfortunati.