Con il termine “Maschio” o “Mastio” si indica la torre principale dei castelli durante il Medioevo e fino al sec. XVI.

Questa costruzione aveva la funzione di ridotto centrale di tutta l’opera difensiva, ed in esso si ricoverava il castellano con i suoi più intimi, quando riteneva poco sicuro il resto della fortezza. I castelli dell’alto Medioevo assai spesso si riducevano al solo mastio e ad una cinta staccata merlata. Esso dominava torreggiante tutte le cinte, gl’ingressi del castello e tutte le posizioni di combattimento; e dal supremo suo terrazzo il castellano spaziava con lo sguardo su tutta la campagna, sulle strade che la percorrevano, sulle torri staccate, mentre su esso era issata la bandiera baronale, segno del dominio. Come struttura architettonica il mastio faceva corpo a sé, con accessi difficili e separati da quelli del restante castello. Quantunque fosse unito al palazzo del castellano aveva scala propria, spesso segreta, corridoi con portelle di soccorso che comunicavano con posizioni ascose, e sovente gallerie sotterranee conducevano all’esterno delle mura. Nelle sue caratteristiche belliche il mastio non differiva dalle altre torri, salvo che per la sua maggiore altezza e per il rilevante spessore delle sue mura: esso era coronato da una merlatura con beccatelli, archetti, e caditoie, o gettarole: ebbe generalmente pianta rotonda o quadrata.

Inutile precisare che il castello grottagliese é denominato “episcopio” perché di proprietà del vescovado tarantino.