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Ho ancora nella mente il suono di quelle campanelle in via Mastropaolo, al tramonto, e il sole si accendeva di rosso per poi adagiarsi lentamente nel suo letto incantato, quando il dolce e caratteristico tintinnio annunciava il gregge delle capre e mia zia Marietta si precipitava a riempire la”cicculatera” di latte caldo e schiumoso, odororante di pulizia e semplicità, che, poi, offriva a quel monellaccio di suo nipote, sempre col collo sudato per il troppo giocare e che beveva quel latte, caldo e profumato tutto d’un fiato… per poi ritornare a giocare (ma i compiti li aveva fatti tutti)!

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Una bellissima foto anni ’40 di quell’impareggiabile e virtuoso artista della fotografia che fu Ciro De Vincentis: essa raffigura un personaggio ormai scomparso e perso nei meandri del tempo, Giuseppe Marasciulli, “lu craparu” grottagliese per antonomasia, coperto di peli bianchi e con la “coppola” appoggiata sulla testa…
Per motivi strettamente anagrafici, io non ricordo questo personaggio ma ho sentito qualcosa su di lui: cordiale, sorridente, affabilità prorompente, sembrava uscito fuori da una favola per ragazzi o da una stampa antica. Esternava tenerezza e dolcezza e, con il suo viso sereno,ossuto e gli occhi neri e vivaci, anticipava l’instaurazione di un rapporto facile e duraturo.
E che fossero tempi non proprio generosi lo testimoniava il suo viso scalfito da profonde unioni della pelle, che come un largo sorriso, mostravano gli stenti e le sofferenze assimilate nel corso della sua vita lavorativa.
Le capre, da sempre, erano le sue compagne fidate, il suo mondo; a chi dire di un’esistenza passata con loro, ogni giorno che il buon Dio ti aveva mandato: freddo o caldo… chi se ne fregava! Un uomo vero: ”nu craparu”, col corpo segnato dal sacrificio. Il suo lavoro iniziava alle cinque del mattino; seguito da un manipolo di capre girava per le viuzze di Grottaglie, mungendole a domicilio. E quei animali sapevano il percorso e si fermavano da sole davanti alle “vetrine”. Si! Lui con le capre parlava, e loro, lo capivano. Erano le sue creature, mitiche come ormai tutto questo tempo passato, almeno ai miei occhi..

Magia di un mitico tempo passato troppo in fretta, violentato e dimenticato.

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