Lu pagghiaru ti petra”: anche se impropriamente, così è chiamata questa forma di costruzione nel Salento (e noi siamo Salento, non dimentichiamolo mai) e in Sicilia.

E’ l’esempio più primitivo di architettura rurale che si riscontra nelle campagne e l’ubicazione veniva scelta con cura, in luogo naturalmente protetto dalle intemperie. I materiali impiegati erano quelli offerti dalla natura del territorio. Ogni pietra dissepolta significava un pezzettino di terra da coltivare in più, quindi qualcosa in più da mangiare: perciò il contadino esercitava quotidianamente con le pietre da disseppellire una fatica suppletiva e una pazienza congenita.Ammassava in un angolo, una dopo l’altra, una sull’altra, quelle che riusciva a tirare fuori e piano piano delimitava con esse i confini della proprietà, alzandoli quanto bastava e di volta in volta poteva, ma poi soprattutto sempre con esse costruiva il suo rifugio: “lu pagghiaru”.

Fresco d’estate, dentro, veniva buono principalmente quando il sole alto batteva così forte, da rendere impossibili tutte le attività, nelle ore centrali della giornata; ma pure d’inverno serviva quale riparo dal vento freddo, comunque sempre dai temporali: indispensabile per chi usciva da casa all’alba e vi faceva ritorno al tramonto, stando tutto il giorno a lavorare la terra.

Li pagghiari” sono i simboli dell’atavica condanna al sudore della fronte, i monumenti però pure all’intraprendenza umana in accordo con la natura considerata madre e non matrigna.I ritmi naturali scandivano le giornate di lavoro duro, ma salutare, quello che dava dignità, prima ancora che sostentamento: e certe vedute di spettacoli naturali colte all’ombra del riposo riuscivano in ogni stagione a rintemprare lo spirito. In effetti, per quanto alcune di queste strutture non superi il secolo di vita, altre certamente sono ben più antiche e probabilmente ricalcano tipologie costruttive ancor più remote, la cui memoria storica è stata cancellata dalle nebbie del tempo.

Non posso terminare questo mio scritto senza un pensiero grato e riconoscente ai nostri nonni, al loro sacrificio quotidiano ed alle loro privazioni:dobbiamo solo a loro tutti i nostri agi e tutte le odierne comodità. Grazie!