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La storica e suggestiva foto di Nino de Vincentis, maestro del chiaroscuro fotografico e dell’obiettivo, tratta dal suo archivio storico, evidenzia volti e cose in un’atmosfera al di fuori del tempo e dello spazio.

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Corre l’anno del Signore 1952, 31 gennaio,in una Grottaglie povera ed agricola, in cui le parole “lavoro e sacrificio” la fanno da padrone. Siamo in Piazza Regina Margherita (sull’estrema sinistra, parte dell’insegna del Bar Impero e successivamente la trattoria/albergo) ed avanza la processione di San Ciro: il piccolo miracolato, con la veste del santo, è tenuto alla mano della madre, il padre segue con un altro bambino (notate il frugale cappottino e le gambine scoperte), probabilmente il fratellino. Soffermatevi sui due visi in primo piano: la mamma e il figlio miracolato. Sui loro volti tutto lo stupore, la fede,la religiosità, la semplicità di una comunità che cercava di vivere o di sopravvivere con quel poco che aveva da mettere sotto i denti … Secondo le cronache locali dell’epoca , è il primo miracolo che la fede popolare attribuisce al Santo di Alessandria. A distanza di tanti anni, cosa posso dire davanti a questa testimonianza di fede?… Bambino mio, non so chi tu sia e se tu sia ancora qui con noi, ma spero ardentemente, per quei tuoi occhi grandi e meravigliosi , che la vita ti abbia dato e ti dia, ancora, tanta serenità!

Qualche notizia su questo nostro Santo, tanto amato e seguito a Grottaglie presa da wikipedia: “le scarse e frammentarie notizie biografiche che ci restano su San Ciro, sono a noi pervenute per tradizione orale, soprattutto grazie a una “passio” del Settimo secolo, attribuita al patriarca di Gerusalemme, San Sofronio, autore degli Atti dei santi martiri alessandrini Ciro e Giovanni. Ciro nacque da famiglia cristiana intorno all’anno 250 ad Alessandria d’Egitto, e studiò medicina nella sua città. Successivamente, nel 1600, le reliquie furono traslate a Napoli ad opera del cardinale Francesco Sforza e collocate nella chiesa del Gesù Nuovo

(Secondo qualcuno il bambino era di Villa Castelli ed il suo cognome era Ligorio)

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