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Una foto degli anni ‘ 20 del secolo scorso, che ci mostra la banda musicale di Grottaglie, nella vecchia Piazza Municipio, successivamente Piazza Rossano., con alle spalle quello che era l’edificio del vecchio Comune, abbattuto dal “modernismo” fine anni ’50.

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Qualche cenno di Storia, che serve sempre:
Le bande per il Sud non rappresentano quindi una banale forma artistica ma un più articolato e complesso fenomeno storico, culturale e sociale. Sul finire del XVIII secolo, la musica comincia ad affrancarsi dalla soffocante cappa imposta dalle chiese e dalle corti, cominciando ad esprimersi liberamente e pienamente. Relegata fino ad allora al ruolo di semplice accompagnamento o puro divertimento, la musica s’impone come mezzo per esprimere quell’ansia di potenza e rinnovamento che pervade l’inizio del XIX secolo. La prima banda civica salentina approvata dall’amministrazione borbonica è quella di Grottaglie (1828) seguita da quella di Montemesola (1838). La gran parte delle bande però non sì “normalizza”, al contrario durante l’estate del 1841 la polizia borbonica inizia una notevole attività investigativa ed allora numerosi complessi sono costretti ad essere inquadrati nelle strutture amministrative locali del Regno Borbonico. La polizia borbonica osteggia specialmente l’uso di divise (di chiara impronta napoleonica) che i bandisti usano durante le loro esibizioni. L’amministrazione borbonica decide infine, per rendere “regolare e convenevole” l’esibizione delle bande, di regolamentarle, inserendole nella Guardia Urbana, corpo paramilitare attivo nel Regno delle Due Sicilie già dal 1827. L’apice della normalizzazione avviene parallelamente all’emanazione di un decreto, nel 1841, che crea una vera e propria anagrafe ufficiale dei bandisti-urbani, disciplinando e regolamentando gli spostamenti dei musicanti sotto l’attento occhio della polizia borbonica. Il Decreto pubblicato il 7 Marzo del 1841 sul “Giornale d’Intendenza di Terra d’Otranto” fissa i canoni a cui le bande dovevano attenersi”.(Testo da collezionespada)

Terminata la I^ guerra mondiale, il maestro Giuseppe Cardone (1881-1974), neretino, assume la direzione del complesso bandistico, portandolo, per cinquant’anni a vette elevate con cantanti e musicisti di vaglia (qualcuno ricorda quella signora, aristocratica e distinta nell’aspetto che era la figlia del maestro, ovvero il soprano Wally Cardone?)

Il Maestro compone, anche, diverse marce e lascia un ricco bagaglio musicale.

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