
Grottaglie cambia il modo di fare comunità. Lo scorso 29 aprile, il Consiglio Comunale ha approvato con 17 voti favorevoli il Regolamento delle Consulte del Comune di Grottaglie: otto articoli che istituiscono un nuovo spazio civico, apartitico e aperto a tutti i cittadini residenti, capace di portare le voci della città direttamente dentro l’azione amministrativa.
Non si tratta di un atto burocratico di routine. È una scelta di campo: quella di costruire una democrazia che non si esaurisca nel voto ogni cinque anni, ma che respiri ogni giorno attraverso la partecipazione attiva dei cittadini.
Cosa sono le Consulte — e cosa non sono
Il Regolamento lo dice con chiarezza fin dal primo articolo: le Consulte sono organi di partecipazione civica consultivi e propositivi. Sono prive di scopi politici. Non possono aderirvi formazioni politiche, associazioni sindacali o soggetti che perseguono interessi economici o di categoria.
È una scelta precisa e coraggiosa. Le Consulte non sono una proiezione della maggioranza, né un palcoscenico per la politica di palazzo. Sono un luogo neutro, dove l’unico interesse legittimo è quello della collettività grottagliese.
L’Amministrazione Comunale partecipa alle loro attività soltanto in qualità di osservatrice, mettendo a disposizione locali e mezzi per il funzionamento. Il Comune è promotore e facilitatore, non padrone.
Sei ambiti per coprire tutta la vita della città

Il cuore del regolamento è l’articolo 4, che istituisce sei Consulte tematiche, ciascuna dedicata a un’area cruciale della vita comunitaria:
1. Cultura e Tradizioni — Valorizzazione, tutela e promozione del patrimonio culturale materiale e immateriale, storico, artistico e delle tradizioni locali. Per Grottaglie, città di cultura millenaria, questo è un terreno particolarmente fertile.
2. Ambiente e Territorio — Sensibilizzazione ed educazione ambientale, gestione delle risorse naturali, qualità della vita, pianificazione sostenibile. E, dettaglio significativo, anche le politiche per il benessere animale.
3. Welfare e Salute — Inclusione sociale, sostegno alle persone con disabilità, tutela delle fasce più fragili, prevenzione e educazione alla salute. Una consulta che parla direttamente a chi ha più bisogno di essere ascoltato.
4. Sport e Tempo Libero — Valorizzazione delle strutture sportive e degli spazi pubblici, promozione di uno stile di vita attivo, rafforzamento della coesione sociale. Lo sport come collante di comunità.
5. Sviluppo Economico — Politiche di sviluppo, valorizzazione delle risorse territoriali, promozione di sinergie tra pubblico e privato in un’ottica di crescita equilibrata, inclusiva e duratura.
6. Centro Storico e Ceramica — La consulta che forse più di ogni altra porta nel cuore dell’identità grottagliese: promozione dell’arte ceramica, trasmissione dei saperi artigianali, sostegno delle botteghe storiche, sviluppo di percorsi culturali e turistici. Una consulta che custodisce il passato e costruisce il futuro.
Chi può partecipare — e la soglia dei 50 cittadini
Il Regolamento disegna una porta larga, ma con soglie chiare per garantire rappresentatività reale.
Possono partecipare i presidenti (o loro delegati) delle associazioni iscritte all’Albo delle Associazioni Comunali, purché il loro statuto sia coerente con la consulta di riferimento. Possono farne parte anche i presidenti di comitati cittadini, anche costituiti informalmente, a patto che dimostrino il sostegno di almeno 50 cittadini residenti con almeno 16 anni, attestato con raccolta firme.
Ma la norma più significativa sul piano sociale è quella riservata ai singoli cittadini: chiunque, al di fuori di associazioni già rappresentate, può candidarsi alla consulta raccogliendo almeno 50 firme di concittadini residenti e con almeno 16 anni d’età. La partecipazione dei singoli è garantita per almeno un componente e non può superare un terzo degli aventi diritto di ciascuna consulta.
Cinquanta firme. Non mille, non cinquecento. Una soglia accessibile, pensata per non scoraggiare chi vuole impegnarsi ma non ha alle spalle una struttura organizzativa. È il modo in cui il Regolamento dice: anche tu conti, anche senza una tessera o un logo.
Come funzionano: l’Assemblea, il Presidente, i Garanti
Ogni consulta ha una struttura interna chiara. L’organo plenario è l’Assemblea, che si riunisce almeno tre volte l’anno. Ogni rappresentante ha diritto a un voto. Le convocazioni vengono inviate con almeno 5 giorni di preavviso, con ordine del giorno esplicitato. I verbali delle sedute — sottoscritti da Presidente e Segretario — vengono inviati a tutti i componenti: trasparenza come regola, non come eccezione.
Il Presidente viene eletto dall’assemblea a scrutinio segreto. Rappresenta la consulta verso l’esterno, convoca e coordina i lavori, raccoglie le istanze dei rappresentanti e trasmette le proposte all’amministrazione. Non può ricoprire la carica per più di due mandati consecutivi: una norma anti-cristallizzazione, che favorisce il ricambio e la partecipazione di nuove energie.
Il Collegio dei Garanti — composto da tre rappresentanti eletti in assemblea — è l’organo di garanzia: si pronuncia sui provvedimenti disciplinari, sulle controversie tra gli organi e sull’interpretazione del regolamento. Una sorta di piccolo tribunale civico, che assicura equità e correttezza nel funzionamento della consulta.
Il dialogo obbligatorio con l’Amministrazione
Una delle norme più significative del Regolamento è quella contenuta nell’articolo 7: le Consulte hanno l’obbligo di convocare l’assemblea, nelle prime due settimane di aprile e ottobre, alla presenza del Sindaco o di un suo delegato, per relazionare sull’attività svolta.
Non è una facoltà. È un obbligo. Significa che due volte l’anno, in modo strutturato e pubblico, le Consulte si siedono con il vertice dell’amministrazione e fanno il punto. Riportano. Propongono. Chiedono riscontro. È il meccanismo che impedisce alle consulte di diventare isole autoreferenziali e obbliga l’amministrazione a rispondere.
Una precisazione importante: l’attività delle Consulte è sospesa nei sei mesi antecedenti le consultazioni amministrative comunali, a tutela della loro natura apartitica e della loro indipendenza dalla competizione elettorale.
Risorse, sede e visibilità
Il Comune mette a disposizione delle Consulte la sede presso la casa comunale, i locali necessari per le riunioni e la dotazione strumentale — gratuitamente. Ogni consulta ha a disposizione uno spazio dedicato sul portale istituzionale del Comune per la pubblicazione dei propri atti e documenti.
Le Consulte possono inoltre richiedere contributi economici per lo svolgimento delle proprie funzioni, erogabili compatibilmente con le risorse di bilancio. Non è un assegno in bianco, ma un riconoscimento formale che fare partecipazione ha dei costi, e che l’amministrazione è disposta a sostenerli.
Il ruolo sociale: più profondo di quanto sembri
Leggere il Regolamento delle Consulte come un testo tecnico-giuridico sarebbe un errore. Dietro ogni articolo c’è una visione della comunità e del suo rapporto con le istituzioni.
L’articolo 2 elenca gli obiettivi con una franchezza inusuale per un atto amministrativo: promuovere la cultura civile e democratica della società, ispirata ai valori della solidarietà, della non violenza, della partecipazione alla vita sociale. Parole che non hanno pudore di essere ideali. E poi: favorire la crescita sociale, tutelare la trasparenza nel rapporto tra il pubblico e il privato sociale, realizzare forme di partecipazione democratica diffusa.
Sono le consulte a portare dentro le istituzioni quella conoscenza diffusa che nessun assessore o consigliere, per quanto capace, può possedere da solo: la conoscenza di chi vive ogni giorno un quartiere, di chi assiste una persona con disabilità, di chi gestisce una bottega artigiana nel quartiere delle ceramiche, di chi allena una squadra di ragazzi nel campetto di periferia.
Questa conoscenza è una risorsa. Il Regolamento la riconosce, la valorizza, la istituzionalizza.
Una scommessa sulla maturità civica di Grottaglie
Le Consulte non funzionano per decreto. Funzionano se i cittadini decidono di parteciparvi, se le associazioni investono energie, se i comitati si organizzano, se qualcuno raccoglie quelle cinquanta firme e si presenta all’assemblea con proposte concrete.
L’approvazione del Regolamento è il primo passo. La strada è quella di costruire, consulta per consulta, un tessuto civico più denso, più consapevole, più capace di dialogare con chi governa la città.
Grottaglie, città che ha fatto della ceramica un’identità universale attraverso la sapienza collettiva di generazioni di artigiani, ha tutte le risorse umane e culturali per fare lo stesso con la partecipazione civica. Le Consulte sono il forno. I cittadini, la creta.
Il Regolamento delle Consulte del Comune di Grottaglie è stato approvato con Delibera del Consiglio Comunale n. 36 del 29 aprile 2026, con 17 voti favorevoli e 1 contrario.
