Ha scritto don Cosimo De Siati in “Grottaglie…(1993): “Per quanti vogliono studiare le vicende, la storia, gli uomini e le pietre di Grottaglie, Ciro Cafforio è certamente il pozzo di san Patrizio, la biblioteca più completa“.

Nato a Grottaglie il 20 maggio 1887 da Francesco e Anna Zito, dopo aver compiuto i primi studi a Grottaglie, si trasferisce prima a Taranto, poi a Lecce, nel 1914, dove consegue l’abilitazione magistrale. Intraprende l’attività di insegnante elementare e per vari decenni sarà titolare nella scuola elementare”Amati”di Taranto. Fino al 1930 continua a risiedere a Grottaglie, quindi si traferisce a Taranto con tutta la famiglia per dar modo ai figli di frequentare le scuole superiori. Stringe amicizia con lo storico tarantino Egidio Baffi. Assiduo frequentatore della biblioteca, degli archivi, del museo, costruisce un rapporto di collaborazione, con l’allora soprintendente archeologo Ciro Drago.

Se alla storia locale mostra grande propensione ed interesse, la sua grande passione è, infatti, l’archeologia; passione alimentata dalle testimonianze con le quali ha avuto consuetudine nel territorio della sua Grottaglie, mista, però, alla consapevolezza dell’impossibiltàdi preservare quel patrimonio. A Grottaglie, Cafforio ritorna con la sua famiglia nel 1958. Nel 1961, anno del suo pensionamento, il 15 giugno, nel corso delle Celebrazioni per il Centenario dell’Unità d’Italia, viene insignito di medaglia d’oro. Si spegne a Grottaglie il 12 luglio 1963.

Ciro Cafforio è un topo di biblioteca ma anche, e soprattutto, di emeroteca ove consulta con scrupolo ed attenzione tutte le pubblicazioni di ogni genere,selezionando, scegliendo e conservando tutto cio’ che riguarda il paese natio, la sua storia, l’arte, i personaggi,r accogliendo testimonianze dirette che oggi sarebbe impossibile reperire. La direttrice per eccellenza, Immacolata Urgesi, cosi descrive il Cafforio: ”spirito indipendente e schietto, alieno dal conformismo, ma deferente e rispettoso, di umorismo arguto e fino, ha sempre riscosso la stima dei superiori, la fiducia e l’affetto dei colleghi ed ha ricoperto incarichi di fiducia come cittadino e come maestro… Appassionato di studi archeologici, era fonte vivente di informazioni per colleghi ed alunni che trovavano in lui un valido aiuto nei lavori di ricerca ambientale.Ed egli continuerà ad essere il maestro delle scuole elementari di Grottaglie parlando ai nostri insegnanti ed ai nostri ragazzi attraverso le sue pubblicazioni”.

I suoi preziosi studi sono contenuti nei volumi: “Cenni storici della ceramica di Grottaglie” (1938),  “Santa Maria Mutata nell’ex feudo di San Vittore” (1954), “L’ostensorio della Collegiata di Grottaglie” (1957), “Preistoria di Rudia Tarantina” (1957), “Riggio casale disabitato nel territorio di Grottaglie” (1961), “Il Fullonese sobborgo medievale di Grottaglie” (1961). Saggi storici sono contenuti in vari articoli pubblicati tra il 1932 e il 1946, prevalentemente sulla Voce del Popolo.

Solo per inciso, dirò che fu uno strenuo sostenitore della teoria, per anni comunemente accreditata, che fosse proprio la “Rudiae” grottagliese la patria di Quinto Ennio.
Vexata quaestio.