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Girovagando per le strade di Grottaglie, in una bella mattina di sole, cosa ti scopro, a qualche metro dalla chiesa della Madonna del Rosario… una piccola cappella, con una bella statua della Madonna e dedicata al dr.Lenti Ottavio.

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Un serio professionista, socievole, capace, competente, coscienzioso e disponibile a tutte le ore ed in qualsiasi situazione, che ha lasciato un ottimo ricordo in tutti coloro che lo hanno conosciuto, me compreso, che sono stato suo assistito nella mia carriera iniziale di docente, quando si staccavano i foglietti per le prestazioni mediche dal blocchetto Enpas.

Un medico che privilegiava i metodi clinici convenzionali di diagnosi: anamnesi (raccolta della storia, famigliare, personale, lavorativa con i suoi risvolti fisici e psichici, e storia dei sintomi, con attenzione alla loro modalità di comparsa, sviluppo, ripetizione, intensità) ed esame obbiettivo (visita fisica), senza tralasciare, all’occorrenza, indagini tecnologiche, radiografiche, endoscopiche, tomografiche, risonanze magnetiche e via di seguito. Posso ben dire,anche se rimane un mio personale parere, che l’approccio di tipo tradizionale del dr. Lenti – vecchia maniera, interrogazione e visita accurata – è, per sua natura globale, “olistico” come si dice ora (ma spesso il termine olistico è usurpato da una medicina alternativa fasulla) e fa argine contro la dispersione e frammentarietà della spinta tecnologica, che enfatizza il particolare abbandonando l’insieme.

Ho l’impressione non vaga che oggi, presi tra computer, protocolli, apparecchi elettronici, diagnostica per immagini, elettrocardiogrammi a distanza, i medici odierni, salvo rare eccezioni, abbiano abbandonato molto dell’esercizio sul malato e sulla sua analisi clinica.

E non è un solo mio pensiero: oggi, quanti dottori visitano ancora?
Ed allora, grazie dr.Ottavio Lenti.

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