Passeggiando per le vie del paese natio in una calda giornata di luglio…

Mentre camminiamo per le tortuose vie e i vicoli di Grottaglie, abituiamoci a osservare tutto ciò che ci circonda, perché tutto ci parla e ci racconta: mura,balconi,edicole votive,lapidi di marmo ecc.Il nostro paese ha una storia più che bimillenaria e anche ciò che sembra grigio e senza colore o e’ nascosto e rovinato dalla folle incuria umana, ci sussurra all’orecchio più di qualcosa.Sembra quasi una preghiera per ottenere amore e rispetto da parte di questo individuo che,ormai, non rispetta più nulla.Ci parla di storia, di arte,di religione, di soprusi,di delitti, di miserie ,di passioni,di eroticità, perfino di ribellioni,di tumulti,di prepotenze e di santità.

Il problema è che la loro voce spesso non ci giunge, persa nei secoli, e, anzi, quasi sempre ignoriamo l’esistenza di queste testimonianze, spesso poste lontane dagli occhi e, quindi, dal cuore. I muri, e non solo le mura, sono come una Biblioteca di Alessandria, la più grande e la più ricca dell’antichità, dentro cui si trovano fogli arrotolati come pergamene che contengono sofferenze,sacrifici,speranze,tormenti, preghiere, sospiri, oracoli e desideri …avvolgenti le più profonde conoscenze della vita di uomini e donne del passato e rappresentano la speranza nella forza della storia e della tradizione per vincere il degrado e l’ignoranza.

E se siamo quelli che siamo, lo dobbiamo anche a loro.
E’ la nostra storia, la storia di noi stessi, di questa misera e grande umanità nel medesimo arco temporale e solo con la storia,la sua conoscenza e il suo rispetto si può gestire il presente e costruire un futuro degno di essere vissuto.

E, ricordate … si ama solo ciò che si conosce!