
Il nuovo Piano Nazionale Aeroporti 2026-2035 sta riportando al centro del dibattito il futuro dell’aeroporto “Marcello Arlotta” di Grottaglie, che nel documento strategico viene indicato come uno degli scali più particolari e innovativi dell’intero sistema aeroportuale italiano.
Grottaglie “solo” Cargo e primo Spazioporto nazionale. NO Passeggeri
A differenza di altri aeroporti pugliesi, destinati principalmente al traffico passeggeri e turistico, Grottaglie viene ormai identificato con una missione completamente diversa: cargo, aerospazio e spazioporto. Secondo le anticipazioni e le dichiarazioni emerse nelle ultime ore, il Piano nazionale assegna allo scalo ionico il ruolo di primo spazioporto nazionale e di hub strategico per le attività legate alla logistica avanzata e all’industria aeronautica.
Questo significa che si vede Grottaglie non come “un altro aeroporto passeggeri”, ma come una infrastruttura specializzata ad altissimo valore tecnologico. Una scelta che si collega direttamente alla presenza sul territorio del distretto aerospaziale pugliese, delle attività industriali legate a Leonardo e ai grandi investimenti già avviati negli ultimi anni.
Il progetto dello spazioporto, infatti, non è più solo un’idea futuristica. Esistono già masterplan approvati, investimenti previsti per circa 169 milioni di euro e studi operativi sviluppati insieme a ENAC, Aeroporti di Puglia e partner internazionali.
Grottaglie aeroporto cargo collegato al porto di Taranto
Nel piano si parla anche di sviluppo cargo avanzato, collegato al porto di Taranto e alla logistica intermodale. L’obiettivo è creare un asse mare-aria capace di intercettare traffici internazionali, merci ad alto valore aggiunto e servizi industriali specializzati.
Uno degli aspetti più interessanti è che Grottaglie viene descritto come aeroporto “del futuro”, dedicato non solo ai voli cargo tradizionali, ma anche: voli suborbitali; ricerca aerospaziale; test tecnologici; manutenzione e dismantling aeronautico; incubazione di startup del settore space economy.

Nel frattempo continuano anche gli interventi di riqualificazione del terminal e delle infrastrutture dello scalo, con l’obiettivo di renderlo una struttura polifunzionale pronta ad accogliere nuove attività industriali e tecnologiche.
Naturalmente il tema continua a dividere il territorio. Da una parte c’è chi vede nello spazioporto e nel cargo una occasione storica per creare occupazione qualificata e portare Grottaglie dentro l’economia spaziale europea; dall’altra c’è chi continua a chiedere voli civili di linea per passeggeri, ritenendo che la provincia jonica abbia bisogno anche di collegamenti diretti per turismo e mobilità quotidiana.
Ma il dato politico e strategico che emerge dal nuovo Piano Aeroporti è abbastanza chiaro: lo Stato sta scegliendo per Grottaglie un’identità diversa rispetto agli altri aeroporti italiani. Non una concorrenza a Bari o Brindisi sul turismo di massa, ma un polo nazionale per aerospazio, cargo e innovazione tecnologica.
Nel 2019 l’annuncio: Nuovo Aeroporto di Grottaglie, 7 milioni di euro. Obiettivo: Voli Passeggeri
Il commento del sindaco di Taranto
Il Piano nazionale aeroporti 2026-2035, presentato a Roma, conferma il ruolo strategico del sistema aeroportuale pugliese. È una buona notizia per tutti, se si considera che solo unendo le forze, quindi seguendo la logica di uno sviluppo integrato e diffuso su tutto il territorio regionale, si possono ottenere risultati importanti. Il documento di indirizzo politico e tecnico per lo sviluppo del settore aereo, presentato al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, contiene indicazioni relative anche all’aeroporto di Grottaglie. “L’Arlotta, da quel che apprendiamo, è destinato a diventare punto di riferimento per il cargo e primo spazioporto nazionale. Ciò conferma la validità della nostra battaglia – dichiara il sindaco di Taranto, Piero Bitetti – per attribuire all’aeroporto grottagliese l’importanza che merita, valorizzando la sua vocazione di scalo che si presta a molteplici funzioni. Non a caso negli ultimi anni si è fatto cenno a più riprese a queste opportunità che adesso trovano una formale collocazione anche nei piani del governo nazionale. Il Comune di Taranto ovviamente farà la sua parte sostenendo questo percorso e attivandosi, d’intesa con la Regione Puglia e gli altri attori sociali del territorio tarantino, per sfruttare al meglio questa grande occasione. Penso alla ricerca avanzata nel campo dell’aerospazio, a nuovi possibili investimenti e al contributo che un efficiente sistema integrato dei trasporti – conclude il primo cittadino – può fornire al settore del turismo su cui, com’è noto, puntiamo molto”.
Nel 2024 l’arrivo dei grandi Capi di Stato
Mai vista una concentrazione di aeromobili così importante nello scalo in provincia di Taranto. Era giugno del 2024.
Aeroporto di Grottaglie, la domanda che tutti si pongono: a cosa servono i lavori in corso?
E allora molti cittadini continuano a chiedersi: se il futuro dell’aeroporto di Grottaglie sarà davvero legato soprattutto a cargo, aerospazio e spazioporto, a cosa servono tutti i lavori che si stanno realizzando sul terminal e sulle infrastrutture passeggeri?

La risposta è che il nuovo Piano Aeroporti punta a trasformare Grottaglie in uno scalo moderno, polifunzionale e pronto ad accogliere diverse tipologie di attività, non solo industriali ma anche civili e istituzionali. I lavori in corso, quindi, non rappresentano necessariamente l’annuncio imminente di voli turistici di linea, ma servono a rendere l’aeroporto una struttura strategica, tecnologicamente avanzata e già pronta qualora in futuro arrivassero decisioni politiche o commerciali sull’apertura stabile ai passeggeri.
Ed è proprio questo il punto che continua ad alimentare il dibattito sul territorio: Grottaglie sarà soltanto lo scalo italiano dello spazio e della logistica avanzata oppure potrà finalmente diventare anche un aeroporto civile al servizio della provincia ionica?
