Probabilmente l’uomo illustre grottagliese più importante, perche si può ben dire di lui che contribuì ad indirizzare la Storia della sua epoca e non solo.

Nato a Grottaglie si formò nel convento locale dei Carmelitani per poi insegnare teologia, tra l’altro a Napoli ed a Roma. Nel 1542 trovò il tempo di fondare il convento di Bari. Nella veste di procuratore generale dell’Ordine, partecipò al Concilio di Trento del 1545 (sorto per contrastare dottrinalmente la Riforma protestante) ove impose la sua dottrina e la sua valentia ideologica.

Nell’attività del Concilio pronunciò tre discorsi nei quali rifulse, ancor se ce ne fosse stato bisogno, tutta la sua “maestria teologica”.
Citato e stimato dai contemporanei e dai locali Caraglio e Battista, scrisse varie opere in tema, morendo nella sua cittadina d’origine nel 1570 e fu sepolto nella Chiesa del Carmine, dove è raffigurato in una scultura in pietra, con una iscrizione in lingua latina. Ci avete mai fatto caso?

Ve la traduco molto liberamente: “Professore di teologia,visitatore apostolico, provinciale perpetuo, procuratore generale dell’ordine carmelitano e teologo del Concilio di Trento.
La tua sapienza, fra Antonio Marinaro, è uguale solo all’oceano dove ci sono molti scogli,venti e tempeste. Ma tu sei un navigante esperto e lo stesso tuo nome è il tuo stemma. Ed in questo stesso tuo nome c’é un presagio: tu interverrai e sosterrai la navicella di Pietro se pur accada che ce ne sia bisogno.”