Il 22 luglio 1663 nel Monastero delle Clarisse di Grottaglie si spengeva Suor Rosanna Battista, una monaca con un forte carisma spirituale che il popolo grottagliese proclamò subito santa.

Era nata a Grottaglie il 2 giugno 1610 da Francesco Battista ed Elisabetta Bonifacio e fu battezzata con il nome di Rosa. Nome che poi lei stessa mutò in Rosanna.
Cugina del noto poeta marinista e barocco Giuseppe Battista, uno dei migliori lirici del Seicento napoletano, a sedici anni entrò nel Monastero di Santa Chiara e l’anno dopo, il 3 dicembre 1628, divenne professa e prese il nome di suor Rosana. Fu pure badessa dello stesso monastero osservando la severa regola di Santa Chiara e si caratterizzò per umiltà ed obbedienza.

Padre Bonaventura Lama, storico francescano, racconta: ”Nell’anno 1647 fu suscitata in Napoli da un uomo vilissimo, chiamato Tommaso Aniello una gran ribellione e tutto il Regno piglio’ l’esempio.La Terra delle Grottaglie non sapeva a chi ubbidire e il popolo frenetico scorreva per le strade. Pigliandola colli Ufficiali e gente del Governo. Suor Rosana prevedendo la rovina della sua Padria tolse con empito la ferrata del choro di sopra e con un Crocefisso alla mano,esortava tutti all’Ubbidienza al re,che era allora Filippo IV”.

Nonostante la voce popolare che la “santifico” il suo iniziale culto si spense presto e non ci fu alcun tentativo per un processo di beatificazione.

Il ritratto in foto è un mio santino incorniciato del 1947, lasciatomi da mia zia Marietta. E’ presente, anche, un’iscrizione in latino con dati biografici e lode delle sue virtù.