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Domenica 13 scorsa si e’ inaugurata a Grottaglie, nel suo studio di via Pignatelli,a qualche metro dalla chiesa della Madonna del Carmelo, “Poesie sul cavalletto”, la mostra pittorica di Gaspare Mastro.

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Per quei pochi che non lo conoscono dico che Gaspare Mastro è nato a Grottaglie ed ha partecipato a numerose mostre con giudizi più che lusinghieri di critica e di pubblico. Il filo conduttore della sua opera pittorica è l’amore che lo lega al suo paese natio, alle strade, ai vicoli, alle nchiosce ed ai giochi da bambino. Un amore che si coniuga con la sua attività teatrale, con la direzione e l’interpretazione di sue commedie.

Definendo la sua pittura, Gaspare ha detto:”Ogni giorno che passa sento sempre più forte l’esigenza di tuffarmi con la mente nel passato, un passato fatto di situazioni e particolari che ancora oggi sono vivi nel mio cuore. Gesti quotidiani di persone e parole di un mondo che, sempre piu’ vedo allontanarsi sotto i miei occhi. Mi domando se mai quei sapori o situazioni potranno affiancarmi nel resto della vita .La risposta diventa sempre piu’ chiara nel tempo in quanto è legata al nostro essere stati giovani e spensierati, in un contesto di ristrettezze ma ricco di contenuti e valori autentici.Spesso mi ritorna in mente il periodo di adolescente quando trascorrevo la maggior parte del tempo giocando, tempo però che veniva anche occupato frequentando le botteghe artigiane:il sarto il ciabattino il falegname il ceramista, mestieri che più hanno stimolato in me il rispetto e la dignità del lavoro. Con questo nuovo impegno ho voluto dare lustro ai tanti ricordi oggi dimenticati da una evoluzione troppo rapida e crudele”.

Il suo è uno stile pittorico e figurativo inconfondibile: immagini serene, chiare, solari e tranquille,c on colori caldi e pastosi, a fermare e cristallizzare una società basata sul vincolo sacro degli affetti famigliari, del lavoro e del sacrificio. Potrei quasi definirla con le proustiane parole…”alla ricerca del tempo perduto”.

Commentando e recensendo tempo fa una sua opera, “TENEREZZA”, io l’ho definita,anche per il tema trattato, “una favola senza tempo di cui tutti avremmo bisogno”!

Ed è stato facile e piacevole per me farlo, perche’ le sue idee e la sua visione del passato collimano strettamente con le mie: “Una visione per me da sogno, che colpisce il cuore e la mente di chi ha un po’ di anni sulle spalle.Il braciere con la”cinisa” in primo piano e il quadro del Cuore di Gesu’’ sullo sfondo, indicano un mondo troppo presto scomparso per far posto a quello attuale ove tante cose belle sono andate vie e,tra queste,anche la tenerezza e la capacita’ di intenerirsi.Ed i due quadri sulla sinistra, certamente i genitori, ad indicare quella che Quasimodo chiamo’ la “religione della memoria” ovvero l’affetto e l’amore per chi ti ha dato la vita ed il sacrificio. I colori si confanno al tema, pastosi e tenui nello stesso tempo,morbidi ed ovattati nell’avvolgere tutti gli oggetti della stanza, corposi nello stendere su di loro un velo di protezione, quasi ad impedire la loro fuga nel tempo.Un mondo cristallizato,onirico,mitologico e di fiaba, che ricorda una fanciullezza trascorsa troppo velocemente e, forse,non apprezzata,allora, alla maniera giusta:una vena di tristezza che accompagna la visione e prende lo spettatore,perche’ come verseggiava il mai troppo lodato M.I.D’Amuri “i ricordi sono sempre tristi che’ tali li rende la lontananza nel tempo”.La cucina monacale e l’immancabile “palettino”, lo “stipo”, la sedia di paglia,il letto con i materassi di lana, i quadretti stampati al muro:povere piccole cose, che guardano i due personaggi chiusi nel gesto immortale della tenerezza,nella mano che sfiora il volto tanto amato e tanto raggrinzito:non c’è bisogno di alcuna parola, il silenzio è la voce più squillante, il silenzio che vede,ascolta e fa giustizia di tutte le scelleratezze ed idiozie umane. E la vetrina? Umanizzata e piena di calore, come loro! Uno spaccato di tanti anni fa, di calore, di dignità e di decoro!

La mostra si chiuderà domenica sera, 20 agosto, nel chiostro della Chiesa della Madonna del Carmelo, ricco di storia e di arte: amici leggeranno le loro poesie ispirate alle tele del Mastro, mentre io sono stato invitato a relazionare sia sull’opera del nostro pittore che sul tema della poesia in generale.

Coordinerà e condurrà la serata, che sarà allietata ed impreziosita da brani musicali, la gentile amica Lilly De Siati che declamerà, anche, un suo componimento sul tema.

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