Nell’immagine una rappresentazione plastica delle tre figure che vegliano su Grottaglie.

Tutti e tre, con pari dignità, sono i patroni della nostra cittadina. E nell’archivio della Chiesa Matrice è custodita, a tal proposito,la bolla papale dell’amato e non dimenticato papa Giovanni XXIII.

L’opera della foto, tipica nella struttura della semplicità della devozione popolare, è del 1912.

Indissolubilmente ed intimamente legate al focolare domestico, le statuette dei santi in argilla facevano parte di un dialogo duraturo e costante nella vita di ogni giorno tra l’uomo e la sacralità; spesso collocate nelle vecchie nicchie in tufo ricavate nelle mura domestiche, circondati da fiori e candele venivano realizzate “a stampo” e dipinte a freddo dai ceramisti grottagliesi nelle loro case al ritorno dalla lunga giornata lavorativa in bottega ed erano vendute in occasione delle feste patronali nei paesi di tutta la Puglia. Vedendole, come può il pensiero non correre ai… Lares latini?

All’interno della domus romana, tali statuette venivano collocate nella nicchia di un’apposita edicola detta “larario” e, in particolari occasioni o ricorrenze, onorate con l’accensione di una fiammella. Ogni avvenimento importante era messo sotto la protezione dei Lari con sacrifici e offerte: per esempio il raggiungimento dell’età adulta, la partenza per un viaggio oppure il ritorno di qualcuno, il matrimonio, le nascite.

Non facciamo noi ancora oggi così?