L’araldica: scienza affascinante, silenziosa e piu’ che eloquente. La Storia, adagiata sugli scudi, si culla e mi culla … aggiungerei io!

Questo in foto è lo stemma dei Cicinelli, “principi di Cursi” e duchi delle Grottaglie” che acquistarono il feudo grottagliese nel 1659 con Giovan Battista e quello di Cursi (Le) nel 1641. “L’antica famiglia Cicinello, Ciciniello, Cicinella o Cicinelli, originaria di Napoli, ascritta al Seggio di Montagna, fu illustrissima sia nelle armi che nelle lettere”… come si legge in Nobili Napoletani. Il primo Cicinelli a risiedere nella nostra cittadina fu un altro Giovanni Battista, figlio del precedente che, oltre ad essere nobile, era anche un discreto letterato e scrisse il “Marcello in Siracusa”(dramma) e la “Censura del poetar moderno”(opera critica).

Ai Cicinelli-Caracciolo (nozze della giovane Giulia Maria Cicinelli con il duca Giacomo Caracciolo, 1744) fu concesso il fitto perpetuo dei diritti feudali… ma destinati a breve durata: nel 1806 Napoleone abolì in Italia, diritti e privilegi nobiliari. A loro ricordo e testimonianza a Grottaglie, ci sono rimasti il “palazzo del principe” in piazza Regina Margherita e il palazzo Urselli, via Vittorio Emanuele II, che, abitato da un ramo cadetto, era chiamato il palazzo dei “secondogeniti”.

Scriveva Scipione Gazzella nel 1601:” L’arme di questa famiglia è “uno bianco Cigno posto in campo rosso, intorno al quale campo è un giro d’adentate punte d’oro”… e il Masciotta: “Di rosso al cigno fermo d’argento e la filiera d’oro“.

COME MAI UN CIGNO? Secondo il Camajani ciò potrebbe – il condizionale e’ d’obbligo in questo caso- derivare dal fatto che lo stemma del secondo ramo della famiglia consorte Cimaglia alzava sullo stemma proprio un cigno.

Concludendo: sapete dove si trova questo stemma in foto de Vincentis?
Non a Grottaglie ma… nientepopodimeno che (direbbe il fu Mario Riva) presso la masseria Lella, a circa 6/7 km da Grottaglie, sulla via per Martina Franca.