Il nome scientifico era DDT (para-diclorodifeniltricloroetano) ma volgarmente veniva chiamato “flit”,abbreviazione di fly-tox (veleno per mosche), che con il tempo è diventato un termine entrato nel linguaggio comune di qualunque insetticida.

Oltre che per le mosche, veniva spruzzato direttamente sul cuoio capelluto per insetti e pidocchi e nelle scuole sulla testa dei piccoli alunni. Il dispositivo che veniva usato si caricava dalla parte anteriore (serbatoio) e poi si spruzzava con uno stantuffo dalla parte posteriore. 
In quegli anni ‘40/’50 problemi seri erano rappresentati dai parassiti e dagli insetti di ogni tipo. Tra le malattie più diffuse c’era la scabbia, specie tra chi dormiva nei pagliai insieme agli animali. Per combattere i pidocchi si bollivano i panni con cenere e aceto. Spesso ai bambini sia maschi che femmine, i capelli venivano drasticamente rasati a zero, ma a volte anche gli adulti ricorrevano a questa pratica e chi non possedeva i mezzi e soldi per pagare il barbiere (succedeva anche questo), chiedeva l’aiuto del pastore che usava la tosatrice per le pecore! Ovviamente le infestazioni di pidocchi e di lendini coinvolgevano tutto il corpo, era quindi un vero tormento dover combattere con questi parassiti.E il pettine stretto che si passava tra i capelli?…

Ricordi? in campagna dopo pranzo, finestre e persiane chiuse e via con il flit… che macello di mosche… Il DDT fu, poi, messo al bando nel 1978 per i suoi effetti cancerogeni!