PUBBLICITA\'. Per questo spazio tel: 3477713802

Leggiamo questo diverte ma verace scritto: “Vespasiano, cercato sul vocabolario comune, è il cesso, il gabinetto, il pisciatoio, il bagno, la latrina, l’orinatoio, la toilette, il servizio, il luogo, u luoco.

PUBBLICITA\'. Per questo spazio tel: 3477713802

Quanti sinonimi per indicare lo stesso oggetto di pace sensoriale. Quante parole per indicare la quiete dei turbinanti scontri tra stimoli simpatici e parasimpatici. Dobbiamo ammetterlo. E’ inutile barricarci dietro finte pudicizie…quando lo stimolo c’è, non c’è foglia di fico o di vite o di alloro che tenga.
Una volta negli anni ’50, c’erano nelle strade i cari vecchi vespasiani …che devono il loro nome all’imperatore Vespasiano (quello del “pecunia non olet” ovvero il denaro non puzza) che per primo li fece installare nella Roma antica.
Questi luoghi pubblici, destinati ad accogliere le esigenze emuntorie del popolo, erano disposti in posti strategici. Il nobile li chiamava “vespasiani”, il meno nobile “cessi o latrine”. Era questo il termine con cui in Italia venivano designati gli orinatoi pubblici in forma di garitta o di edicola, un servizio riservato solo agli uomini e pertanto poco attento alle eventuali necessità del gentil sesso.

Quando si dice cesso, tutti arricciano il naso. Chi si gira da una parte e chi dall’altra. Chi fischiettando guarda le stelle in pieno giorno e chi si accende la sigaretta gira il capo per evitare che la fiamma dell’accendino spenga la fiamma. Ma possiamo evitare di trattare una delle parti più nobili e “necessarie” della nostra macchina anatomica? Il corpo umano è fatto di enzimi, muscoli, cellule, occhi, pancreas e anche genitali e questi, anche se sorridendo, li consideriamo a volte avulsi dal contesto della fisiologia, mentre occupano un posto di primaria importanza nell’equilibrio di molte funzioni. Proviamo a fare dei pensieri costruttivi mentre alle porte bussa imperiosa una evacuazione vescicolare. Non riusciamo a concentrarci e ci giriamo attorno alla ricerca di luogo appartato, di un ambito solitario, di un androne, di una balza, di un nascondiglio…e fin quando lo sfintere non ha mandato al cervello il suo stimolo parasimpatico di distensione, noi siamo preda della disperazione più assoluta…poi… ci rilasciamo in pace con noi stessi e con gli altri” (Da /docplayer.it)

Ne ricordo uno all’inizio di via Calò, in ferro, privo di porte, aerato, panoramico, romantico (?),color rosso ruggine e rodato da tanti anni di servizio. Erano, grosso modo, tondeggianti, quasi a richiamare il fascio littorio e ricordo ancora, nel suono e nell’immagine, il flusso continuo dell’acqua che aveva provocato l’insorgenza di una flora muschiosa di un bel colore verde cupo.

Situato a pochi metri dalla scuola elementare D’Amicis, era, come si può ben comprendere, frequentatissimo da tutti noi scolari del tempo, in grembiule nero e collettino bianco inamidato.

(Nella foto: orinatoio grottagliese nel quartiere delle ceramiche).

PUBBLICITA\'. Per questo spazio tel: 3477713802