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Oggi ci sono i centri commerciali, i mega-store, i negozi monomarca e quelli di tendenza, gli outlet, i laboratori del gusto, gli atelier di moda. Un tempo c’erano le botteghe e basta: insieme alla scuola e alla chiesa, erano il cuore pulsante di ogni paesello italiano, un luogo di incontro e di dialogo, altro che i socials di oggi.”

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In un paese come il mio, ”li Vurtagghj”, le botteghe avevano la carta d’identità. Infatti, non le chiamavamo “panetteria”, “alimentari”, “pasticceria”, “calzolaio”, “tabaccheria”, “fruttivendolo”. Niente affatto; le botteghe avevano i nomi e i connotati, personali e inconfondibili, dei loro proprietari.

Il progresso, distruttore a sua insaputa, ha spazzato via le vecchie botteghe. Forse è giusto così: c’è più igiene nei negozi di oggi, più merce, più scelta, più professionalità, più eleganza. Ma chi ha conosciuto le vecchie botteghe non può non ricordare con struggente nostalgia quei buchi pieni di umanità, di amicizia, di comprensione, di spese piccole negli importi (c’erano i libretti dove si “segnava” il nominativo per poi saldare quando c’era la disponibilita’ del denaro) e lunghe nel tempo, perché le parole e il contatto umano avevano molto più valore delle monete che uscivano dagli striminziti borsellini delle nostre mamme
(I brani virgolettati sono tratti da altarezianews)

Quando voleva comprare del salame o altro di alimentare, mia madre mi diceva “Vai dal “popto” (il rubicondo signore era della provincia di Lecce e tutti lo chiamavano così,all’angolo di piazza R.Margherita) e fatti dare un etto di salame di Milano”. Non sbagliavi negozio e non sbagliavi neppure salame, perché il “popto” ne vendeva un solo tipo, e a noi,io ,mio padre e mia madre, piaceva quello. Oppure, nella piazzetta della “Maddalena” da Clementina , coi suoi panini alla mortadella… sublimi! Oppure, di fronte a Piazza Principe di Piemonte, da Cosimo Annese, con la sua pasta sfusa che deponeva in quella carta marroncina!
E “li buatti” della salsa che si vendeva sfusa, a grammi, col suo inconfondibile odore e colore?

Io, coi miei calzoncini corti… che… avevo il negozietto di generi alimentari a pochi metri e, quando affettavano la mortadella con l’affettatrice a manovella, ti veniva fame solo a sentire l’odore…che profumava di bontà e di pulito!

(E’ il motivo per cui ho postato questa foto: sembra di rivedermi… nel negozietto del “poptu”, qualche milione di anni fa)

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