Approfittando di un bellissimo pomeriggio di aprile, di questa piacevolissima iniziativa di un gruppo di residenti e non (sig.ra Cira Lacorte e tanti altri) e di un impegno civile che riempie di colore, di pulizia,di ambiente ciò che ci circonda, cosa c’è di meglio di una passeggiata tra il dedalo delle viuzze e delle nchiosce che si sviluppano e ti avvolgono col sapore dell’antico,coi giochi dell’infanzia trascorsa,col fascino della storia sui muri, col nascondino degli odori e dei profumi nell’aria del tuo paese?

Il centro storico: questo sconosciuto, questo incompreso, questo misterioso…Ebbene egli, che respira ed alita, è oggi il silenzioso custode della memoria e, quindi, di noi stessi. In esso la capacità stratigrafica è la padrona incontrastata e passeggiando e sapendo guardare, ti accorgi di qualcosa che si sovrappone all’altro, la storia, l’arte, la religiosità.

Da ciò la necessità del rispetto e della lungimiranza di non violentarlo con qualcosa o qualcuno che a lui non appartiene. Esso non è qualcosa di isolato ma è parte integrante medesima, il centro ed il fulcro di un organismo che può vivere e vegetare solo nella sua interezza e funzionalità fisiologica. Quindi, si può parlare di futuro solo se il centro storico sia riferito all’intero corpo cittadino.
E non dimentichiamo che esso è pur sempre “un libro di pietra”, come lo chiamava Victor Hugo e ognuno può leggerlo, basta volerlo fare e saperlo fare!
Le proposte operative, le strategie, le promozioni commerciali non possono prescindere e fare a meno dalla vivibilità,dalla riqualificazione, dai servizi: ma, acciocché questo possa riuscire con buone probabilità di successo, occorre un altro elemento, fondamentale e necessario, la partecipazione e l’impegno sociale e civico dei cittadini che si devono appropriare del territorio, essendo esso facente parte di loro, della loro anima, del loro corpo.

Conoscendolo ed amandolo come se stessi, ogni cosa susseguente sarà piacevole e col piacere si coniugherà anche il vantaggio, l’utilità e la vivibilità.
Non ci possono essere individui se non ci sono spazi: ed essi non devono essere sfruttati ed usati ma, semplicemente… vissuti.

E solo una popolazione pensante, amante,consapevole e partecipe potrà raggiungere tale nobile fine, e non per la sola salvezza del centro storico ma…dell’individuo medesimo..