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Semplice, linda, candida,serena e bellissima:mi fermo a cinque aggettivi per questa Chiesa!

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La locale devozione alla Madonna del Carmine inizia nel 1505, quando il Rev. Romano de Romano fece costruire convento e chiesa su una piccola cappella in una grotta dove era dipinta la Vergine della Grotta. Un culto mariano-carmelitano che in questi 500 anni è fecondato e si e’ allargato grazie al lavoro dei carmelitani (presenti fino al 1880), ai tanti parroci che si sono avvicendati nel tempo e alla Confraternita della Madonna del Carmine a cui va ogni lode in merito.

Nelle varie funzioni, rappresentazioni e ricorrenze, nonché durante la processione della statua per le vie della città, tutti i confratelli, consorelle e devoti cantano un inno alla Vergine, che all’origine era la preghiera giornaliera di San Simone Stock, fondatore del culto carmelitano. Tutta la cittadinanza partecipava alla festa ma non chi era impegnato nel duro lavoro dei campi. Era il tempo della mietitura e non si poteva perder tempo, per poter sfruttare quei venti periodici detti “Le tramontane della Madonna del Carmine”. Venti importantissimi e utilissimi perche, ” vintulandu lu granu ” sull’aia, il vento separava i chicchi dalla paglia.L’abito della vergine fu donato nel 1700 alla Confraternita dalla Principessa Anna Carafa, principessa di Cursi e duchessa di Grottaglie.

Le tracce dei Carmelitani a Grottaglie furono molte. Appartennero a questo Ordine questi personaggi locali: Antonio Marinaro senior e Antonio Marinaro junior,Gianmaria de Laurentis, Niccolo’ Richiuti. Vi posso assicurare tutti eminenti ed illustri.

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