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Ecco una caratteristica via a Grottaglie: in un suo punto più stretto misura circa mt.1.30. Ci si immette o da via Umberto I o da via S.Francesco de Geronimo.

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Coccioli… chi era mai costui?

Grottagliese, vissuto a cavallo del 1500/1600,fu un letterato, teologo, oratore e predicatore dell’Ordine dei Minimi.

Socio dell’Accademia dei Velati, scrisse anche poesie e trattati di teologia e fu chiamato il “Crisostomo (epiteto dal greco antico, “χρυσόστομος”, che significa “bocca d’oro“) della sua eta’” per la abilità oratoria, la retorica, la dialettica e per l’elegante arte dello scrivere.

Scrisse varie opere, di cui qualcuna nella lingua dei Cesari: esse risentono in maniera lampante dello stile dell’epoca barocca in cui visse, caratterizzata da ampollosità di linguaggio, metafore iperboliche, allegorie frequenti, sineddoche, panegirici e parole nel labirinto della frase.

Per completezza di informazione, ricordo che uno storico locale, Carmelo Pignatelli, non aveva la benchè minima stima, dal punto di vista letterario, di questo personaggio.

Naturalmente, salva la libertà di critica di ognuno, mi permetto di aggiungere io che ogni opera deve essere giudicata e vista nel contesto temporale ove è nata: in caso contrario, così come ci ammonisce il nostro più grande critico letterario, Francesco de Sanctis, si andrebbe incontro ad un “antistoricismo” anacronistico.

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